Lavori utili, non solo sussidi

 Sembra sia il destino degli stati evoluti. Il problema sono le persone che non lavorano o che hanno un lavoro che non gli garantisce la sopravvivenza. Oggi. Perché domani saranno ancora di più per l’arrivo delle macchine (robot) e tra dieci anni un fiume, sempre per lo stesso motivo. A questo bisogna aggiungere gli immigrati extracomunitari, anch’esso un fiume in aumento. Soluzioni nisba, ma di contro convegni per “illuminati”, sempre rigorosamente in alberghi superstellati, tanti. In Italia il problema è ormai prossimo all’esplosione, perché il lavoro, tutto, non cresce adeguatamente ai dati di partenza, diversi, ad esempio, da quelli tedeschi, ma anche i “mangiacrauti” hanno trovato soluzioni socialmente perfette, ma totalmente inappropriate per il futuro. Le soluzioni attuali (cassa integrazione o sostegno ai disoccupati) o quelle future (reddito di cittadinanza) sono inadeguate, perché presuppongono una cassa da cui pescare, ma oggi non solo la cassa è vuota, è proprio sparita e i soldi che girano sono quelli del monopoli, se va bene o quelli dei risparmiatori (BOT, BTP, Obbligazioni, case di proprietà; ecc…) e anche questi ultimi non infiniti e quindi ancora una non soluzione. La soluzione è: se ti do dei soldi tu mi dai del tempo e  io (Stato) questo tempo lo impiegherò per fare cose socialmente utili e per innalzare le tue competenze, in modo che tu sia adeguato all’attuale mondo del lavoro. Lo so che l’ho già scritto, ma nel frattempo qualcuno, in basso, si è reso conto  che poteva essere una soluzione. A capirlo sono stati gli immigrati che si sono prestati a fare lavori straordinari non previsti. Forse era solo un manifesto per farsi accettare dalla gente che ci convive. O forse no, forse era una proposta sottotraccia per dire: noi ci siamo e se ci tenete come al canile, noi stiamo male e voi peggio. Ora vediamo perché questa soluzione di lavoro dei non lavoratori sta economicamente in piedi. Intanto qualsiasi lavoro eseguito fa parte del PIL e quindi in questo caso se cresce il PIL, diminuisce il debito pubblico (non in assoluto, ma in percentuale sul PIL) e questo ci consentirebbe di accedere ad ulteriori crediti presso la comunità internazionale. Poi perché si potrebbe fare un’enorme manutenzione straordinaria del tessuto nazionale (ad esempio quello idrogeologico o paesaggistico o architettonico storico-museale) che allo stato attuale delle nostre casse è sempre scritto ma mai attuato, o peggio attuato per piccolissime tranche, costose da aprire e poi mai chiuse. Tutto questo presuppone una legislatura adeguata, un appoggio incondizionato dei sindacati e una volontà politica largamente condivisa. E quindi in pratica una Chimera. Lo so, ma è giusto ricordarlo, oggi, quando si comincia a pensare per chi votare. A proposito non pensate al chi come partito, ma come persona e allora un passetto in avanti l’avrete fatto. A chi mi dirà che con la nuova legge questa è un’altra Chimera, rispondo che se questa legge non vi piace scrivetelo, fate una raccolta di firme, fatevi sentire, chiedete il voto disgiunto e tutto quello che vi sembra giusto, vi accorgerete di essere tanti, più di quelli che pensavate e che non vorranno, sopra certi numeri, non darvi ascolto, e se lo faranno, votate quelli che credete ve lo daranno.

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