La versione di Profilo

Foto Aragnetti Sull’attuale situazione dei mercati, abbiamo intervistato il dottor Aragnetti Bellardi, responsabile dell’area private di Banca Profilo. L’Istituto, di proprietà del fondo Sator, guidato da Matteo Arpe, uno dei più brillanti banchieri italiani, è in fase di forte rilancio, in particolare a Reggio Emilia, dove è stato nominato nuovo direttore Giampaolo Caselli, proveniente da Deutsche Bank

D-Le banche Centrali continuano a tenere elevati gli stimoli monetari nel tentativo di dare vigore al ciclo economico. Qual’è la visione di Banca Profilo?

La crescita economica ha offerto segnali di consolidamento a livello globale, evidenziando in generale spunti meno brillanti, soprattutto sul fronte degli interscambi commerciali. Negli Stati Uniti le componenti “inerziali” del ciclo (consumi privati e investimenti), pur con qualche contrasto, sono tornate a salire, dopo le incertezze del “teatrino” politico di inizio autunno. La Fed si mostra sempre più orientata ad iniziare la riduzione degli acquisti di titoli di Stato e di quelli legati ai mutui ipotecari, anche se crediamo manterrà comunque un atteggiamento ancora fortemente espansivo. Per contro, lo stallo in cui versano ancora i paesi del “Club Med” (Italia, Francia e Spagna) ha spinto la BCE ad intervenire, abbassando a sorpresa i tassi. Ciò alimenta aspettative per possibili azioni “non convenzionali” qualora lo spettro della deflazione continui a minacciare la ripresa dell’Area Euro. Guardando ad Oriente, infine, se la Cina sembra imboccare la strada, anche se con passo incerto, delle riforme, il Giappone si distingue per i segnali positivi della domanda interna, che confermano l’efficacia delle misure adottate da Abe.

D- I mercati finanziari internazionali hanno recuperato le perdite di inizio estate, raggiungendo, in qualche caso, nuovi massimi. Ritiene che questa crescita possa mantenersi anche nel 2014? 

Le principali banche centrali manterranno gli stimoli monetari finchè non avranno “reali” evidenze che la ripresa economica sia pienamente in atto. Pertanto gli “attivi rischiosi” dei paesi sviluppati: azioni, High Yield europei, etc.. restano l’investimento con il migliore rapporto rischio-rendimento, nonostante le performance conseguite. Per contro, il livello compresso dei rendimenti delle obbligazioni, continua a non offrire un’ adeguata remunerazione dei rischi insiti in un’asset class che ci appare ancora “sovradetenuta”. Questi trend a nostro avviso si protrarranno anche nel 2014 visto che la Yellen, futura Presidente della FED, conferma di voler procedere ad una “normalizzazione” della politica monetaria in modo molto graduale, nonostante il probabile “tapering”.

D- Quali indicazioni state dando ai clienti per il quest’anno anno? 

In un mondo di tassi ai minimi è difficile ricercare rendimento negli investimenti obbligazionari. Per tale ragione pensiamo che le azioni europee e quelle giapponesi abbiano valutazioni attraenti (in particolare verso gli USA). In altre parole, preferiamo in questa fase portafogli che abbiano rischi obbligazionari contenuti ed esposizioni azionarie superiori a quanto non si sia fatto negli ultimi anni. Anche eventuali, possibili, correzioni dei mercati azionari verranno interpretate da noi come opportunità di incrementare l’esposizione a tale classe di attivo. Nel mondo del reddito fisso ci piacciono ancora i titoli societari “high yield” ma con una focalizzazione sul mercato europeo. Sul fronte valutario infine, preferiamo nel breve la diversificazione sulla Sterlina; il Dollaro USA deve recuperare la sottovalutazione verso l’Euro, ma lo farà con decisione solo quando finirà la gara di “tiro alla fune” tra BCE e Federal Reserve.

D- Dopo la “debacle” estiva vedete opportunità nell’investimento nei Paesi Emergenti?

Noi pensiamo che esistano ancora rischi nei paesi emergenti, visto che alcuni di questi stanno aumentando i tassi per difendere le valute e contenere le pressioni inflazionistiche. Per tali ragioni pensiamo che in presenza di fondamentali economici non sufficientemente “robusti”, le fuoriuscite di capitali continueranno a pesare sulle performance “economiche” e sugli attivi finanziari.  Crediamo pertanto opportuno mantenere un atteggiamento cauto ed estremamente selettivo su questa classe di attivi. Anche se possono emergere opportunità selettive (soprattutto azionarie) che dipenderanno dalla forza della ripresa economica globale e dalla Cina.

 D- Come vedete l’Italia e Piazza Affari in particolare?

Restiamo ancora positivi in generale sui periferici europei ed in particolare sull’Italia, considerando la parziale divergenza che sussiste tra livello minimo raggiunto dai tassi BTP a lungo termine e le performance dell’indice azionario. Per dirla diversamente, crediamo che, ancora per un po’, il mercato azionario italiano manterrà stretta correlazione con quello obbligazionario. E’ altrettanto evidente però che l’apertura di credito che i mercati hanno tributato all’italia dalla fine dell’estate, sarà tanto più duratura quanto più le istituzioni saranno in grado di offrire quelle riforme strutturali di cui il nostro Paese ha tanto bisogno.

 D- Cosa ci può dire di Reggio?

In primo luogo che si tratta di una città in cui si vive ancora bene, anche se la lunga crisi economica italiana ha lasciato anche qui tanti segni. La presenza di Banca Profilo data dalla fine del ’99 ed è sempre stata molto legata alla città. Oggi vogliamo dare un di più di prodotti e consulenza, avendo ben chiaro che la rendita finanziaria è una componente sempre più importante del reddito delle famiglie.

D- Perché un reggiano dovrebbe scegliere voi e non una grande banca?

In primo luogo perché Profilo non è una banca generalista, ma specializzata nella gestione dei patrimoni, in secondo luogo perché non ha conflitti di interessi, non collocando prodotti propri. Infine perché abbina ad una vastissima gamma di prodotti, una consulenza personalizzata, che consente di costruire il portafoglio assieme al cliente. In una parola costruiamo abiti su misura ed in questo, l’essere una boutique, anziché un grande magazzino, aiuta non poco.

Da “Stampa Reggiana”

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