La vera questione sarà la credibilità della Fed

liga121213L’ANALISI Soros: «Ogni bolla prevede una tendenza di fondo che prevale sulla realtà e relativo equivoco»

L’equivoco sull’onnipotenza della Fed scatenerà la correzione dei mercati

Quest’anno la FED, compierà 100 anni il 23 dicembre 2013 emolto probabilmente rappresenterà una ricorrenza molto particolare per valutare l’operato secolare della principale banca centrale del pianeta, un operato che da più parti è ormai fortemente criticato, a maggior ragione per non aver sputo evitare la creazione e l’esplosione di quelle bolle finanziarie che dal 2000 ad oggi hanno impedito ai mercato azionari di creare un reale valore per gli investitori. Osservando il grafico allegato è innegabile che l’attuale situazione porti a domandarsi se l’esito finale delle attuali politiche monetariste di Bernanke e prossimamente della Yellen, avranno un epilogo diverso alle due precedenti bolle. Seppur ed in tutta onestà la stampa di denaro è finora stata adeguata per evitare un’altra Grande Depressione, questo non deve essere motivo per un’eccessiva overconfidence nell’operato della banca centrale USA, in quanto sarebbe come lodare l’incendiario che si è messo a spegnere il fuoco che aveva precedentemente appiccato. E siccome vi è ormai la consapevolezza che l’attuale crescita dei mercati sia supportata dagli interventi artificiali della Fed, è forse il caso di ponderare con attenzione il rischio di un nuovo incendio. L’attuale ripresa del dibattito sul tapering, sarà sempre più marginale per l’esito finale, in quanto la vera domanda da porsi è quella espressa da Ray Dalio di Bridgewater e riportata in una recente newsletter di John Mauldin ovvero: “il vero dilemma della Fed è che la sua stessa politica stia creando una bolla nel mercato finanziario che sarà ben più dannosa degli effetti economici che questa ha prodotto e non siamo preoccupati sul fatto che la Fed stia per mantenere o togliere il pedale dall’acceleratore, ma siamo preoccupati di quanta benzina c’è ancora nel serbatoio e che cosa accadrà nel momento in cui non ce ne sarà più”. Si sta avvicinando un banco di prova sulla credibilità della Fed e sul suo operato, in quanto i tassi di interesse sono a zero dal 2009 ed i prezzi degli asset degli Stati Uniti sono stati spinti a livelli che implicano dei rendimenti molto bassi rispetto al rischio, quindi non essendoci più molta capacità di creare ulteriori stimoli per l’economia reale ed avendo spinto sui massimi l’effetto ricchezza derivabile dall’aumento dei prezzi di bond ed azioni, cosa potrà accadere se questi stimoli non saranno più sufficienti e la dichiarata ripresa economica americana non sarà in grado di reggersi sulle proprie gambe. Molto probabilmente essendo stato l’appetito speculativo combinato con la liquidità della Fed un potente mix, si lasceranno ad un certo punto i mercati vulnerabili ad una considerevole correzione e l’unico ingrediente mancante per un tale scenario è semplicemente un catalizzatore in grado di mettere paura ad un mercato eccessivamente compiacente. E quale miglior elemento scatenante potrebbe essere una eventuale perdita di fiducia nell’operato della Fed e dunque nell’equivoco che annebbia l’opinione degli operatori sulle tendenze dei mercati. George Soros, uno dei più noti speculatori finanziari, ha commentato le bolle finanziarie nel seguente modo: “ogni bolla ha due componenti: una tendenza di fondo che prevale sulla realtà e un equivoco relativo a tale tendenza”. E se l’equivoco, fosse finora stato credere nell’onnipotenza della banca centrale USA, allora non mancherà molto alla verifica.

L’autore della rubrica – “Risparmio, i conti in tasca” pubblicata su www.lanuovaprimapagina.it , è a cura del nostro consulente RUBENS LIGABUE, professionista certificato EFA – European Financial Advisor, associato SIAT – Società Italiana Analisi Tecnica, iscritto all’Albo Unico Nazionale dei Promotori Finanziari. Per domande e chiarimenti potete scrivere a: info@rubensligabue.com

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