La strategia di Natixis

Logo NGAM_20CM “Ci troviamo in un contesto di incertezza. Gli investitori dovranno quindi essere pronti per un’eventuale ritorno della volatilità” sottolinea Antonio Bottillo, executive managing director per l’Italia di Natixis Global AM. “Di fronte a questo scenario, i risparmiatori dovrebbero cercare di rimanere focalizzati sui propri obiettivi di investimento, non farsi sopraffare dall’emotività e tendere verso portafogli robusti e capaci di navigare attraverso diversi cicli di mercato. Occorre quindi, anche nelle fasi più turbolente, riuscire a focalizzarsi sugli obiettivi di investimento che ci si è prefissati e cercare di seguire un percorso ben definito, senza andare fuori strada a ogni curva”.

1)  Incognita Cina. Stiamo attraversando un periodo di paura globale della crescita. Sembra simile a quanto vissuto durante il sell-off avvenuto nell’autunno 2014. A livello globale, la crescita è ormai più lenta che in passato e vi è molta incertezza su dove originerà la crescita in futuro. Ci si chiede ancora una volta se l’economia cinese si stia indirizzando verso una brusca frenata e quali potrebbero esserne gli effetti nel resto del mondo.

2) Gli Stati Uniti. L’economia USA potrebbe andare in stallo se la Fed non dovesse essere in grado di aumentare i tassi a causa di una spirale di mercato, ma non pensiamo che l’economia stia deragliando in questo momento. Non intendiamo attribuire troppi significati alla reazione estrema dei mercati intervenuta a fine agosto. Se i mercati dovessero rimbalzare e stabilirsi, l’economia USA è in una posizione sufficientemente solida per permettere alla Fed di iniziare ad aumentare i tassi. L’attività economica, tra cui la crescita dell’occupazione, i miglioramenti sul fronte dell’edilizia residenziale e perfino sul fronte salariale, potrebbero giustificare un rialzo dei tassi.

3) Le decisioni della Fed. In assenza di un’inversione di rotta del mercato sul breve termine, la Fed potrebbe perfino avere difficoltà ad aumentare i tassi a dicembre. Alla luce del contesto globale, crediamo che il ritmo della normalizzazione della Fed sia più importante rispetto alla sua tempistica.

4) Corporate bond. Ci  sono opportunità per trovare valore sui mercati obbligazionari, in particolare nel settore corporate. Detto questo, attualmente i mercati sono piuttosto illiquidi. Su una scala da 1 a 10, laddove 10 rappresenta la massima liquidità, lunedì 24 agosto il livello risultava pari a 2. In tale contesto è difficile sia acquistare sia vendere. Uno dei fattori principali che aggravano tale situazione è la mancanza di liquidità e il fatto che molti operatori e investitori non siano operativi a causa delle ferie di agosto.

5) Valutazioni interessanti. L’aspetto positivo del recente sell-off di mercato è che le valutazioni di molti asset cominciano a diventare più interessanti. Gli ultimi 6 e più anni di quantitative easing globale (QE) hanno creato un ambiente in cui nessuna asset class in senso lato era manifestamente a buon prezzo. Sembra che tale situazione stia cambiando. Nei mercati sviluppati, i rapporti P/E sono retrocessi da livelli “elevati”, se non sopravvalutati, verso valori più vicini a quelli medi di lungo periodo. Il P/E dell’S&P 500 è ora 16,6, inferiore rispetto a 18 di solo un mese fa. In Europa, l’indice Eurostoxx 50 è scambiato a 13,7 volte gli utili, contro i 15,5 dei primi di agosto. A questi livelli i titoli non sono assolutamente “economici”, ma le valutazioni sono migliori rispetto a poco tempo fa.

 

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