La regola del tacchino

wild-turkey_765_600x450Per evitare disastrose scelte finanziarie

 

La natura umana spesso si concentra sulle cose che già sappiamo mentre trascura sistematicamente quello che non conosciamo e tendiamo ad apprendere dall’esperienza e dalla ripetizione. Questo ci rende inadatti a sfruttare le opportunità e spesso porta a commettere imprudenze enormi e per capire meglio questo approccio mentale, può tornare utile riprendere la seguente storiella riportata nel libro “Il Cigno Nero” scritto da Nassim Taleb.

“Mille e un giorno, ovvero come non essere creduloni”. Pensate ad un tacchino a cui viene dato da mangiare tutti i giorni. A ogni pasto si consolida la sua convinzione che una regola generale della vita sia quella di essere sfamati quotidianamente da membri amichevoli della razza umana che “pensano solo al suo interesse” come direbbe un politico. Poi però, il pomeriggio del mercoledì precedente il giorno del Ringraziamento, al tacchino succede una cosa imprevista, che lo spinge a rivedere le sue idee… Pensate ancora ai pasti del tacchino: che cosa può apprendere l’animale su ciò che lo aspetta il giorno dopo sulla base degli eventi del giorno prima?

Forse molto, ma sicuramente un poco meno di quel che pensa, ed è proprio quel “poco meno” a fare la differenza. Il problema del tacchino può essere generalizzato a qualsiasi situazione in cui la mano che vi dà da mangiare è la stessa che vi tira il collo. Facciamo un passo oltre e prendiamo in considerazione l’aspetto più preoccupante di questa induzione ovvero “dell’apprendere all’indietro”. L’esperienza del tacchino non è priva di valore, ha un valore negativo. Il tacchino impara dall’esperienza, come dovremmo fare tutti (dopo tutto dicono che sia il metodo scientifico). La sua fiducia si è rafforzata man mano che cresceva il numero dei pasti amichevoli; benché la morte fosse sempre più prossima, il tacchino si sentiva sempre più al sicuro. E pensate che questo senso di sicurezza ha raggiunto il massimo proprio nel momento in cui il rischio era maggiore!

Ora proviamo a fare un gioco, sostituendo la regola di vita del tacchino “essere sfamato ogni giorno”, con la regola che ormai pervade i mercati azionari “la FED non può non sostenere il mercato”, una regola che da quando è stato avviato il primo QE sembra essere immancabilmente confermata ed il mercato azionario ha dunque continuato giorno dopo giorno a crescere (ormai ben più dei mille giorni del tacchino) ed in base a questo anche la fiducia dei gestori e dei consulenti d’investimento, sta seguendo lo schema “dell’apprendere all’indietro” e la fiducia si è ancor più rafforzata, se non addirittura è diventata una granitica certezza dopo l’inversione ad U da parte della banca centrale USA, sul famigerato “tapering”.

La sensazione di totale sicurezza sembra essere al massimo, grazie alla convinzione della regola generale del “QE infinito” ma forse come insegna la regola del tacchino, nel momento di massima convinzione si raggiunge l’approssimarsi del giorno del Ringraziamento. Ecco, ora immaginate chi può essere il “tacchino” ed a chi verrà tirato il collo per il “thanksgiving” e se il risparmiatore banchetterà o farà da banchetto con i suoi risparmi.

Rubens Ligabue

L’autore della rubrica – “Risparmio, i conti in tasca” pubblicata su www.lanuovaprimapagina.it , è a cura del nostro consulente RUBENS LIGABUE, professionista certificato EFA – European Financial Advisor, associato SIAT – Società Italiana Analisi Tecnica, iscritto all’Albo Unico Nazionale dei Promotori Finanziari. Per domande e chiarimenti potete scrivere a: info@rubensligabue.com