La pallottola d’argento

La debolezza del dollaro ha scatenato prima la caccia all’oro e adesso all’argento. Questa debolezza, deriva dalle manovre economiche della FED, che ha tagliato i tassi di interesse quasi a zero, a dicembre del 2008. E dal marzo del 2009 ha comperato circa 1400 miliardi di dollari di titoli a lungo termine, per contribuire a rilanciare il paese, colpito da una profonda recessione. Quando l’anno scorso il recupero si affievolì, la FED lanciò un nuovo programma di acquisto per altri 600 miliardi di dollari, in titoli di Stato. Anche alcuni funzionari della FED si sono mostrati preoccupati, perché temevano che il programma avrebbe generato inflazione. A causa di queste politiche senza precedenti, ci fu l’accusa di aver spinto verso l’alto il costo del petrolio e delle altre materie prime. Dalla FED si sono difesi, sostenendo che i costi delle materie prime in aumento riflettono principalmente una rapida crescita nei mercati emergenti, e che una sana economia degli Stati Uniti ha dei vantaggi globali. Per quanto riguarda l’oro, si può parlare di una vera e propria galoppata; ma quello che ora ci interessa, è l’argento. Il rialzo del Silver, a partire da febbraio 2011, è stato davvero incredibile: da 25 dollari a 50 dollari, quasi il 100% di guadagno in due mesi e mezzo. Ora, la bolla speculativa è scoppiata, con le quotazioni che sono crollate fino a 36 dollari. Per la verità, già in passato, l’argento arrivò a toccare i 50 dollari e fu nel 1980, quando i fratelli Hunt, magnati del petrolio, conquistarono più del 50% dell’argento disponibile. Tuttavia, non avevano tenuto conto della reazione delle autorità governative americane, che aumentarono drasticamente i margini sui contratti futures, facendo crollare le quotazioni e travolgendo la corsa dei fratelli petrolieri. Il motivo del brusco calo dell’argento di questi giorni è dovuto al fatto che, anche stavolta, hanno aumentato i margini di garanzia intraday ed overnight. Ma come funziona questo mercato? Il Comex e’ una divisione del New York Mercantile Exchange (NYMEX), ed è il più grande mercato al mondo dei futures. Chi vende un futures si impegna a consegnare oro o argento alla scadenza; chi acquista un contratto futures si impegna a pagare un controvalore in dollari. Il sottostante viene tenuto in magazzini, gestiti da cinque banche depositarie: Scotia Mocatta, Hsbc, Brink’s Inc., Delaware Depository e Jp Morgan Chase Bank. Le banche depositarie distinguono tra:

Oro e argento registered: cioè reale metallo presente nei depositi, che è pronto per essere consegnato al proprietario del contratto futures.

Oro e argento eligible: cioè metallo presente nei depositi, ma che non può essere usato per effettuare la consegna nell’ambito di un contratto futures.

Alla fine di aprile, circa il 20% dell’argento appartenente alla categoria registered è passato a quella quella eligible. Il totale complessivo dell’argento registered è passato da 41 milioni di once a 33 milioni di once. Oltre a queste recenti manovre, c’è da registrare un costante accaparramento di monete d’argento da parte dei piccoli risparmiatori negli USA, e le mosse di diversi stati, che a parole si dichiaravano pronti a comperare il debito dei paesi PIGS, ma che pare si siano invece riempiti le tasche di oro e argento fisico. Insomma, un vero intrigo internazionale, del quale manca però la ‘pistola fumante’, anche se la pallottola d’argento è stata sparata e sta per raggiungere il suo bersaglio.

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