La Grecia di tutti

Il disaccordo tra la Commissione Europea e il Fondo Monetario Internazionale sulla sostenibilità del debito della Grecia, ha ritardato il rilascio di una relazione da parte della “troika” (commissione composta dal trio FMI, BCE, UE) che serve per spianare la strada al pagamento della prossima tranche di aiuti di 8 miliardi di euro. L’Unione Europea, il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Centrale Europea aspettavano il rapporto mercoledì scorso. Persone vicine alla vicenda dicono che il FMI ha dubbi sulla sostenibilità del debito greco e preferisce rilasciare la rata di aiuto, dopo che i creditori hanno raggiunto un accordo sul secondo pacchetto di salvataggio, che comprende grandi svalutazioni per i possessori privati di Bond. La Grecia ha bisogno della tranche, al più tardi a metà novembre per evitare il default.Intanto, sono state chiarite le linee guida del EFSF (European Financial Stabilty Facility, chiamato anche “fondo salva stati”). Secondo le norme, al fondo EFSF sarebbe stato consentito di acquistare debito direttamente dai paesi o sul libero mercato, e anche di sfruttare in leva le proprie attività utilizzando i titoli, che detiene a garanzia, per la raccolta di maggiori fondi.Il paese dell’eurozona interessato, sarà aiutato a condizione che abbia un debito sostenibile, rispetti gli obiettivi di correzione dei conti pubblici e abbia una posizione stabile in termini di partite correnti.Nel documento europeo, che chiarisce le linee guida, si precisa che gli acquisti EFSF dovranno essere preceduti dalla richiesta del Paese emittente e avverranno a patto che questi non abbia problemi di solvenza nel settore bancario e ragionevoli costi di raccolta.Entro pochi giorni, Commissione UE e BCE prepareranno il testo di un protocollo d’intesa in cui saranno esplicitate le richieste ai paesi da aiutare.Il Presidente francese Nicolas Sarkozy e il cancelliere tedesco Angela Merkel si incontreranno questa sera a Bruxelles prima del consiglio europeo e del summit dell’eurozona di domenica, come si apprende da un comunicato congiunto dei due paesi.I governi europei potrebbero mettere a disposizione 1300 miliardi di dollari, per sbloccare le trattative arenate sulle future mosse da compiere.In ogni caso, fonti della coalizione di governo tedesco dicono, che il vertice UE non raggiungerà una decisione il merito all’uso dell’EFSF in leva.E spunta una nuova data, e cioè mercoledì 26 ottobre, nel caso al vertice di domenica non si raggiungano accordi di rilievoC’è di nuovo, che la ricapitalizzazione delle banche (a rischio perché hanno in pancia i Bond greci da svalutare) potrebbe costare di meno; i funzionari dell’UE indicano in soli 70 – 90 miliardi di euro la cifra da iniettare nelle banche, molto meno dei 200 miliardi di euro previsti dal FMI o dalle stime, ancora più elevate, degli analisti privati.Quindi, se l’Haircut (taglio di capelli-inteso come taglio al valore delle obbligazioni) è basso la Grecia rimane a rischio default; se invece il taglio è alto, a rischiare è il sistema bancario europeo.Il paradosso è che, comunque finirà questa vicenda, la Grecia sarà più europea di prima, perché le sono stati prestati tanti di quei soldi, che diventerà di proprietà di tutti i paesi dell’Europa.Di tutti, meno che dei greci.

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