Jim Rogers: come rifugio meglio il dollaro dell’oro

oro-2-672 di Elena Dal Maso

Mentre analisti e trader da New York a Londra prevedono un ulteriore rialzo dell’oro, uno dei veterani degli investimenti, Jim Rogers, classe 1942, ha detto che, dopo la Brexit, preferisce puntare sul dollaro come bene rifugio e non sul metallo giallo.

Rogers, al pari di George Soros, è tra i fondatori del Quantum Fund, il mitico fondo Usa che nel decennio 1970-1980 guadagnò il 4.200% mentre l’S&P era avanzato solo del 47%. E’ anche il padre del Rogers International Commodities Index (Rici) alla fine degli anni Novanta. Come guest professor insegna finanza alla Columbia Business School.

Secondo Rogers, interpellato oggi da Bloomberg, i prezzi dei lingotti sono destinati a cadere nei prossimi mesi e lui tornerà ad acquistare oro solo alla fine dell’anno. Secondo invece un’indagine di Bloomberg fra 12 economisti, il valore del lingotto dovrebbe salire ancora del 7% rispetto ai livelli attuali.

Dall’inizio dell’anno l’oro ha guadagnato il 25%, dopo che le quotazioni avevano ceduto nel triennio precedente. Gli hedge fund hanno infatti aumentato le loro scommesse sul metallo giallo. Ed è questo entusiasmo che induce Rogers alla cautela.

“L’oro è stato sbalorditivo quest’anno nella sua ascesa, e a me non mi piace comprare qualcosa che veleggia verso l’alto”, ha detto Rogers. “Come bene rifugio preferisco il dollaro all’oro”.

Il metallo giallo è salito dello 0,9% a 1.327,62 dollari l’oncia questa mattina presto a Londra (alle ore 10:15 scambia a 1.329 dollari), dopo essere balzato venerdì scorso a quota 1.358,54 dollari (per poi poi ritracciare), il livello più alto dal marzo 2014. Guadagnando così l’8,1%, il maggiore salto dal settembre 2008. I prezzi potrebbero raggiungere quota 1.424 entro la fine dell’anno, secondo un sondaggio realizzato da Bloomberg fra un panel di economisti.

La previsione che la Federal Reserve terrà bassi i tassi di interesse negli Stati Uniti ha aumentato la domanda di metallo come riserva di valore, mentre uno scenario geopolitico volatile ha spinto gli acquisti di oro come bene rifugio.

Prima del voto sulla Brexit di giovedì, i banchieri centrali avevano lanciato l’allarme che un’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea sarebbe stata dannosa per l’economia globale. E il presidente della Federal Reserve, Janet Yellen, ha citato le conseguenze dell’uscita dello Uk dalla Ue fra i fattori che hanno spinto la banca centrale americana a mantenere i tassi invariati negli Usa a giugno.

Intanto oggi la banca d’affari americana Goldman Sachs ha aggiornato l’outlook sull’oro per il 2016 aumentando le previsioni a tre, sei e 12 mesi rispettivamente a 1.300, 1.280, e 1.250 dollari all’oncia dai precedenti 1.200, 1.180 e 1.150 dollari.

Oggi gli analisti di Ubs scrivono che le società minerarie europee di elevata qualità dovrebbero fare meglio dell’oro fisico grazie a costi di produzione inferiori. La banca svizzera cita Randgold fra i titoli preferiti in questo senso.

 

Da: Milano Finanza

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