Italia un paese che si impoverisce e concentra la ricchezza

italia-unita-giorgino Parafrasando il film del 2007 dei fratelli Coen “non è un paesi per vecchi”, si potrebbe invece definire proprio l’Italia come un paese non solo per vecchi e per giovani talenti in fuga dal bel Paese ma ancor più, dal punto di vista finanziario, come “il paese di pochi vecchi ricchi” e questo osservando i recentissimi dati pubblicati da Bankitalia, con il biennale rapporto sul bilancio delle famiglie italiane riferito a fine 2012.

IL REDDITO Secondo tale indagine tra il 2010 e il 2012 il reddito familiare medio è calato in termini nominali del 7,3%. Un calo medio che se scomposto per fasce d’età ed analizzato nell’ar -co del passato ventennio mostra un reddito equivalente per gli individui anziani cresciuto in termini relativi del +20%, con analoghi miglioramenti anche per la fascia d’età compresa fra 55 e 64 anni +18%, mentre per le classi di età più giovani, il reddito equivalente è diventato significativamente più basso della media, con cali di circa il -15%per le fasce di età fra 19 e 35 anni e del -12% per quella tra 35 e 44 anni. In particolare tra il 2010 e il 2012 il deterioramento delle condizioni economiche è stato generalizzato ed ha riguardato tutte le classi di età ad eccezione proprio degli anziani. L’impietosa fotografia di Banca d’Italia mostra unamedia del reddito mensile delle famiglie attorno a 2.000 euro ma con un distribuzione assai asimmetrica in cui vi è un addensamento sui redditi medio-bassi. Infatti il 10% delle famiglie con il reddito più basso percepisce solo il 2,4% del totale dei redditi prodotti mentre il 10% di quelle con redditi più elevati percepisce una quota pari al 26,3% del totale.

LA RICCHEZZA Tale differenza diventa ancora più marcata se viene rapportata alla ricchezza netta delle famiglie, ovveroquella costituita dalla somma delle attività reali (immobili, aziende e oggetti di valore) e delle attività finanziarie (depositi, titoli di Stato, azioni, ecc.) al netto delle passività finanziarie (mutui e altri debiti). Seppur il valore mediano sia di circa 143.300 euro e vi sia stata tra il 2010 e il 2012 una diminuzione di circa il 12,7%, imputabile principalmente all’asset più rilevante ovvero al calo del valore degli immobili, appare una rapporto più elevato di ricchezza rispetto al reddito proprio per le famiglie con capofamiglia oltre i 64 anni. Dal rapporto di Bankitalia emerge anche una rilevante concentrazione della ricchezza in mano a poche famiglie, con una variazione tra il 2012 ed il 2010 del + 62% di crescita nell’indice di Gini (indicatore che misura la diseguaglianza nella distribuzione della ricchezza). Il 10% delle famiglie più ricche possiede il 46,6% dell’intera ricchezza netta delle famiglieitaliane.

CONCLUSIONE La fotografia che emerge è di un paese con un’accresciuta diseguaglianza in questi anni di crisi, in cui vi è un maggior impoverimento delle nuove generazioni ed un accrescimento o consolidamento dei redditi e della ricchezza nelle fasce d’età più avanzate. E’ possibile quindi affermare, finanziariamente parlando, che se negli anni del grande boom (’60-’70-’80) il problema era quello di aumentare il proprio reddito, oggi sembra essere diventato sempre più quello di mantenere o difendere il patrimonio accumulato.

L’autore della rubrica – “Risparmio, i conti in tasca” pubblicata su www.lanuovaprimapagina.it , è a cura del nostro consulente RUBENS LIGABUE, professionista certificato EFA – European Financial Advisor, associato SIAT – Società Italiana Analisi Tecnica, iscritto all’Albo Unico Nazionale dei Promotori Finanziari. Per domande e chiarimenti potete scrivere a: info@rubensligabue.com

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.