Italia: nuova manovra in vista?

borseggioMentre il Ministro Corrado Passera prometteva di mettere la faccia sul nuovo decreto di sviluppo dell’Italia, la Spagna prenotava 100 miliardi di euro destinati dall’Unione europea a favore delle proprie banche in stato comatoso.

L’Italia partecipa agli aiuti europei con una quota del 20%, per cui dobbiamo trovare 20 miliardi da prestare alla Spagna.

Non parliamo poi dei danni causati dal terremoto anche alle entrate dello Stato, perchè pensiamo che l’Italia abbia più bisogno dell’Emilia, di quanto noi emiliani abbiamo bisogno di Roma. E a qualche ministro è pure scappato detto che il Pil ne risentirà. Le entrate fiscali dei primi 4 mesi, comunque,  sono a meno 3,4 miliardi, e della “supercazzola” (ufficialmente chiamata spending review) nemmeno l’ombra.

Però il G7 accoglie bene il piano di ricapitalizzazione delle banche iberiche e considera “questo passo un importante progresso verso una più ampia unione di bilancio e finanziaria per rafforzare l’Unione monetaria europea”. Di interessante, rispetto al salvataggio di Grecia, Portogallo ed Irlanda, c’è che l’assistenza non è vincolata a misure di austerity, ma al risanamento del settore bancario spagnolo; detta così, vuol dire poco. E adesso lo vadano a spiegare ai Greci, che agli Spagnoli non si devono applicare misure rigorose di bilancio e a loro sì, perché l’Europa non può fare a meno della Spagna, ma può permettersi di alzare la voce con la piccola Grecia. Ma di certo c’è che alla fine della settimana, visto che si vota domenica, avremo la pronta risposta dei greci.

La politica, nel dare soluzioni alla crisi europea, si trova in grande difficoltà ed è un problema il conciliare una maggiore coesione europea con la sovranità popolare dei 17 paesi dell’eurozona. Come ci testimonia il diverso approccio ai problemi di Atene e Madrid. Le grandi dichiarazioni d’intenti verso una maggiore integrazione europea, si stanno scontrando con la dura realtà della crisi in corso.

Come avevamo scritto oltre un anno fa, ora rimane il quinto ed ultimo PIIGS (Portogallo, Italia, Irlanda, Grecia, Spagna;  e cioè l’Italia, che ad ogni bailout ha sempre risposto con una nuova manovra finanziaria per reperire risorse da prestare agli altri.

Il rischio, se non si incide alla veloce sul debito dello Stato e sulle enormi spese della macchina pubblica, è di rimanere con il cerino acceso mentre i meccanismi di aiuto europeo vengono svuotati a favore di altri. Non capendo che nella guerra moderna per il nostro benessere si usa la finanza al posto dell’esercito.

E visto l’inevitabile confronto in corso con gli europei di calcio, citiamo Sir Winston Churchill che diceva: ”mi piacciono gli italiani, vanno alla guerra come se fosse una partita di calcio e vanno ad una partita di calcio come fosse la guerra”.

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