Investire in febbraio: le stime di Credit Suisse

Oliver Adler,

Capo-economista Credit Suisse

Il punto di vista di Credit Suisse sull’andamento a breve e medio termine dell’economia e dei mercati finanziari e sulle implicazioni per gli investitori in sintesi. Il settore industriale può guardare al futuro con maggiore ottimismo e anche gli investimenti in materie prime appaiono interessanti.

Conferma dell’orientamento ciclico del portafoglio azionario

Per quanto riguarda le azioni, ravvisiamo ancora un potenziale di rendimento interessante. Ma riteniamo che determinati mercati azionari, in particolare gli Stati Uniti, potrebbero registrare flessioni temporanee nel breve termine. In tale contesto, il nostro Comitato d’investimento ha ridotto la ponderazione azionaria al livello strategico.

In concreto, consigliamo di effettuare prese di profitto sulle azioni statunitensi e di ridurre la loro ponderazione in portafoglio. Per contro, il Comitato d’investimento conferma l’orientamento ciclico dei portafogli, consigliando di sovrappesare le materie prime. Queste ultime potrebbero approfittare della ripresa da noi prevista della produzione industriale.

Congiuntura: ancora modesta la crescita dell’economia svizzera

Quest’anno la crescita economica potrebbe risultare ancora modesta. Non ravvisiamo ancora rischi di recessione nelle economie nazionali più grandi. Al contrario, la fiducia delle imprese si è recentemente stabilizzata a seguito della distensione sul fronte commerciale, di una maggiore chiarezza sulla Brexit e della politica più espansiva delle banche centrali. Di conseguenza, dopo il ristagno durato un anno intero, la produzione industriale globale dovrebbe persino migliorare leggermente.

Nel 2020 l’economia svizzera dovrebbe crescere dell’1,4 per cento – un tasso leggermente superiore a quello del 2019. Tuttavia, l’accelerazione dovuta alle Olimpiadi estive e al Campionato europeo di calcio è sovrastimata di 0,3 punti percentuali circa. Poiché le entrate legate alle licenze del CIO e della UEFA vengono computate nel PIL svizzero anche se le attività si svolgono al di fuori del Paese. Il contributo dell’industria dovrebbe comunque stabilizzarsi.

Tassi d’interesse: i tassi della BNS resteranno ancora negativi

Lo scorso anno, la banca centrale statunitense (Fed) e la Banca centrale europea (BCE) hanno tagliato il loro tasso guida e allentato la politica monetaria. La Banca nazionale svizzera (BNS) ha rinunciato a effettuare tagli ai tassi, ma ha ampliato il margine di manovra. Inoltre, ove necessario, la BNS è intervenuta sul mercato dei cambi per ridurre la sopravvalutazione del franco svizzero rispetto all’euro. Quest’anno Fed e BCE dovrebbero per ora restare in attesa. Anche la BNS lascerà molto probabilmente invariato il tasso guida ai livelli attuali, che sono negativi.

Valute: andamento laterale del dollaro USA

La stabilizzazione della congiuntura mondiale potrebbe limitare gli utili futuri del dollaro USA, dopo l’apprezzamento segnato nel corso di due anni rispetto a un paniere di sei valute (indice dell’USD). In particolare, l’euro dovrebbe approfittare di una ripresa della produzione industriale e del conseguente scenario economico più robusto. Ciononostante, il tema del differenziale di tasso positivo per il dollaro USA rimane intatto. Ipotizziamo pertanto un andamento laterale del dollaro rispetto all’euro, ma anche rispetto al franco svizzero.

Azioni: opportunità nel settore energetico

I mercati ciclici non sono stati in cima alle preferenze degli investitori per lungo tempo, situazione che potrebbe ora cambiare con la maggiore stabilità dello scenario economico. Anche a livello della nostra allocazione azionaria abbiamo pertanto apportato adeguamenti e, per il momento, valutiamo più prudentemente i mercati difensivi di Svizzera e Stati Uniti. Ravvisiamo ora potenziale nelle azioni britanniche e tedesche o nel comparto energetico. Quest’ultimo non è solo valutato in modo interessante, ma offre anche un rendimento da dividendi pari a circa il 4,5 per cento.

Materie prime: sostegno dalla congiuntura

Le materie prime hanno chiuso positivamente il 2019 e la ripresa congiunturale avviata potrebbe fornire sostegno perlomeno nel breve termine. Ulteriori tagli alla produzione da parte dell’OPEC e dei suoi alleati contribuiscono a neutralizzare i precedenti eccessi d’offerta sul mercato petrolifero. Però il riaccendersi dei rischi geopolitici genera maggiore volatilità. L’oro presenta ancora vantaggi di diversificazione nell’attuale scenario di tassi sempre bassi.

Immobili: i tassi ipotecari dovrebbero rimanere bassi nel 2020

In termini di politica monetaria, la BNS può continuare a porre l’accento sullo sviluppo del franco svizzero in assenza di pressioni inflazionistiche. Nei prossimi 12 mesi non prevediamo aumenti del tasso guida e quindi i tassi resteranno invariatamente bassi per le ipoteche Libor. Per quanto riguarda le ipoteche fix, prevediamo un leggero aumento nel range da 10 a 30 punti di base nelle durate da medie a lunghe. Lo sviluppo potrebbe però essere accompagnato, analogamente a quanto avvenuto in precedenza, da oscillazioni al rialzo e al ribasso.

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