Investimenti. La spesa di gennaio al mercato finanziario

spesa 3Nel mese di dicembre gli asset più rischiosi hanno guadagnato terreno grazie al compromesso in USA che rimanda il cosiddetto baratro fiscale (Fiscal Cliff), e grazie all’ampliamento del programma di riacquisto di titoli obbligazionari della FED.

Il sentiment ha inoltre beneficiato dell’approvazione di una nuova tranche di aiuti alla Grecia di 34 miliardi di euro.

L’atteggiamento, tuttavia, deve essere di prudenza perchè i segnali positivi che arrivano dalla Cina e dagli USA sono compensati dai rischi europei. I dati positivi riguardano l’edilizia residenziale ed il mercato dl lavoro; ma l’incertezza sui tagli alle spesa USA rischiano di compensare le misure di stimolo economico della FED.

L’Europa intanto, è entrata in una blanda recessione con un ampliamento del divario fra i paesi membri; la situazione della Spagna è sempre di più critica e per l’Italia c’è il rischio di ritrovarsi a Marzo senza una maggioranza fortemente determinata ad attuare le necessarie riforme.

Se consideriamo le valutazioni, l’azionario è più conveniente delle obbligazioni governative Inoltre, negli ultimi tre anni, i margini di profitto delle aziende hanno rappresentano ben l’80% della crescita degli utili societari e si attestano tuttora sopra la media, una situazione anomala che però non potrà durare ancora a lungo. Le stime degli utili rischiano quindi un’ulteriore revisione al ribasso, che renderebbe le valutazioni ancora meno allettanti.

Temiamo che gli investitori siano attualmente eccessivamente ottimisti: la volatilità implicita sui mercati azionari, obbligazionari e del reddito fisso è scesa ai minimi storici. Raccomandiamo prudenza sull’azionario europeo e una posizione neutra sia sugli USA che sui mercati emergenti

Se la Cina recupera, nel panorama dei Paesi Emergenti restano più deboli le situazioni della Russia e India. Dovrebbe confermarsi al ripresa del Giappone, sia grazie alla flessione della valuta, che a parziale copertura del gap accumulato dall’azionario nipponico negli ultimi anni.

Il fatto che i settori ciclici abbiano iniziato a sovraperformare quelli difensivi è un segnale positivo, anche se i titoli ciclici dei mercati emergenti sono tuttora scambiati con uno sconto significativo rispetto a quelli difensivi. A livello settoriale, i titoli ciclici di industria, finanza e materiali hanno battuto le aree più difensive delle utility e delle telecomunicazioni. Le politiche monetarie più accomodanti adottate dalle principali banche centrali continuano ad indurre la ricerca di rendimenti più elevati nel reddito fisso, come i titoli high yield e le obbligazioni dei Paesi emergenti. Tra queste manteniamo una preferenza per i titoli in valuta locale. I rendimenti dei titoli di Stato italiani, spagnoli e greci sono scesi ai livelli più bassi degli ultimi mesi.

Sul mercato valutario, infine, alcune divise emergenti hanno conseguito buoni guadagni, mentre lo yen si è ulteriormente deprezzato, anticipando una politica monetaria più accomodante. Infine attenzione all’Euro; l’impegno della BCE ad acquistare titoli di Stato e il possibile taglio dei tassi potrebbero stressare le quotazioni attuali

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