India, A-shares cinesi, semiconduttori e rame: ecco il poker azionario

La trasformazione dell’industria dell’auto e la transizione energetica spingono la domanda di rame e semiconduttori. Da segnalare la resilienza dei titoli finanziari italiani mentre nelle criptovalute prevale la speculazione

LA TRASFORMAZIONE DELL’INDUSTRIA AUTOMOBILISTICA GLOBALE

“La trasformazione dell’industria automobilistica globale impatterà in modo significativo anche in altri settori, tra cui energia, produzione ed estrazione mineraria, servizi di pubblica utilità e assicurazioni. Dal momento che gran parte dell’elettricità viene ancora prodotta usando combustibili fossili, a mano a mano che le auto elettriche si diffonderanno non è probabile un picco nel consumo di petrolio. Serviranno quindi più stazioni di ricarica, più capacità di generazione elettrica ed energia più pulita”, specifica, nell’articolo Il boom delle auto elettriche non mette fuorigioco le case tradizionali, Chris Buchbinder, Equity Portfolio Manager di Capital Group. Secondo il manager è probabile che i produttori di veicoli elettrici allarghino il loro raggio d’azione e pensino ad aggiudicarsi anche parte dei portafogli di compagnie assicurative, utility, media e altro ancora, con ricadute sulle compagnie di assicurazione e le società di comunicazione.

I DUE FATTORI CHE SPINGONO LA DOMANDA DI SEMICONDUTTORI

Nel momento in cui la domanda del settore auto è rimbalzata nella seconda metà del 2020, l’offerta di semiconduttori non è riuscita a soddisfarla. Anche alla luce di questo, nel lungo termine, Geraldine Sundstrom, Portfolio Manager Asset Allocation di PIMCO, si aspetta un superciclo dei semiconduttori con una domanda continua da fonti tradizionali, come l’elettronica di consumo, integrata da una domanda crescente da fonti più recenti, come l’utilizzo di chip nel campo dell’intelligenza artificiale, guidato da due fattori chiave: l’interruzione causata da COVID-19 delle dinamiche di domanda e offerta, e le tensioni geopolitiche tra Stati Uniti e Cina. Come si legge nell’articolo È partito il super-ciclo dei semiconduttori, motore della ripresa globale, durante la pandemia milioni di persone sono state costrette a lavorare e studiare da casa, le spedizioni globali di PC sono cresciute del 10,7% nel quarto trimestre 2020 e del 4,8% per l’intero anno, con 275 milioni di unità, la crescita più alta degli ultimi 10 anni.

I 4 GRANDI VANTAGGI DEL RAME

In tutto lo spettro delle rinnovabili, dal solare fino all’eolico, il rame è essenziale per il trasporto dell’energia dalla fonte all’utilizzatore finale, sia esso il veicolo elettrico o il riscaldamento delle abitazioni. Nell’articolo Goldman Sachs: il rame è il nuovo petrolio, boom della domanda (+600%) entro il 2030, vengono illustrati i quattro motivi per cui il rame è così essenziale per la transizione energetica verde. Il primo è l’estrema duttilità del metallo, che ne rende versatile l’utilizzo grazie a caratteristiche simili a oro e argento, che non sono però altrettanto disponibili. Poi il rame vanta una conduttività elettrica molto alta che ne fa il più efficace mezzo di trasporto dell’energia. Conduttività non solo elettrica ma anche termica, seconda solo a quella dell’argento. Infine la bassa reattività, il che vuol dire che resiste molto bene alla corrosione naturale, come l’acciaio inossidabile, che però è molto meno duttile e ha una conduttività termica trenta volte inferiore.

RAME FAVORITO NEL LUNGO TERMINE

Il BlackRock Investment Institute nell’articolo BlackRock: la rivoluzione green favorirà le quotazioni di nichel, rame e alluminio prende le distanze dalla tesi di un inizio di un nuovo “superciclo” delle commodity, e propende per un outlook più sfumato e divergente a seconda dei vari tipi di materie prime. In quest’ottica il supporto al petrolio viene giudicato transitorio, destinato ad esaurirsi quando il rimbalzo delle economie lascerà il passo a un ciclo più normale, mentre lo stesso non vale per alcuni metalli che saranno beneficiari della transizione verde, a cominciare dal rame. Il metallo rosso è reduce da anni di sotto-investimento da parte dei principali produttori, in un trend che la pandemia ha ulteriormente esacerbato.

A-SHARES POCO RAPPRESENTATE NEGLI INDICI

“Le A-shares sono poco rappresentate negli indici, mentre le azioni cinesi costituiscono attualmente il 40% degli indici MSCI Emerging Market, le A-shares ne rappresentano meno del 5%”, spiega il Team Investimenti di Fineco Asset Management (FAM) nell’articolo Fineco Asset Management vede opportunità nelle A-shares cinesi convinto che nei prossimi anni tale quota aumenterà. Inoltre, un’altra spinta alle A-shares potrebbe arrivare dai gestori attivi, ancora “sottoesposti” a questa asset class principalmente a causa di una copertura ancora scarsa. “Storicamente – spiegano dal Team Investimenti di FAM – le A-shares sono meno guidate dal sentiment e dai flussi internazionali e rappresentano un buon elemento di diversificazione. Per esempio, in 20 anni hanno mostrato una correlazione di 0,43 con l’MSCI Emerging Markets e 0,35 con l’MSCI World”.

INDIA RESILIENTE NELLA PANDEMIA

Nell’articolo Azionario India, ecco dove investire e perché Anirudha Dutta, Economista di Capital Group, segnala l’India, che si è mostrata resiliente nella pandemia, malgrado le previsioni funeste, e l’economia si è ripresa più rapidamente del previsto. Ora il sentiment di imprenditori e società presenta lo slancio positivo che negli ultimi anni è mancato e per vari settori è iniziata la normalizzazione, con attività manifatturiera, ordini all’export e le vendite di immobili e veicoli tutti migliorati. Anche l’approccio del governo sta cambiando e dopo aver cercato di “ripulire” il sistema, come ha fatto con successo negli ultimi sei anni, ora sembra puntare alla crescita, lavorando con il settore privato per stimolare l’economia.

LA RESILIENZA DEI TITOLI FINANZIARI ITALIANI

L’attenzione di Alberto Cordara di BofA nell’articolo Bank of America costruttiva sull’Italia: “È la chiave per investire in Europa” è sui titoli finanziari italiani, sottolineandone la resilienza. Negli ultimi 15 anni banche e assicurazioni italiane hanno attraversato tre recessioni di cui due particolarmente dure, quella del 2008-09 e quella del 2011-13, in coincidenza della crisi del debito sovrano, ciascuna caratterizzata da una forte dislocazione degli investimenti dai titoli del debito italiano, detenuto in abbondanza da istituzioni finanziarie. Quelle che hanno superato la tempesta hanno modelli di business resilienti e non corrono più rischi di sopravvivenza, e hanno ora la possibilità di cogliere le opportunità offerte dalla ripresa in arrivo.

PERCHÉ LE CRIPTOVALUTE RIMANGONO ANCORA DI NATURA SPECUALATIVA

Se, come sembra probabile, i regolatori dei Paesi del G7 saranno determinati a disciplinare l’ecosistema delle criptovalute, non si può escludere che inizialmente ci potrà essere un adeguamento, anche piuttosto significativo, dei prezzi visto che gli acquirenti non sembrano scontare alcun rischio regolatorio. Una volta chiarito però il contesto normativo e affrontati i rischi principali, il valore delle criptovalute probabilmente riprenderà a salire sulla scia dell’esigenza di disporre di un’economia e di un sistema finanziario più inclusivi. ”Al momento gli investimenti nelle criptovalute possono essere promettenti ma rimangono ancora di natura speculativa. Solo quando il contesto regolatorio si sarà stabilizzato e il rapporto con le valute digitali si sarà chiarito, i gestori patrimoniali potranno raccomandare le attività digitali come veicoli d’investimenti sicuri”, commentano nell’articolo Criptovalute, sfruttare i vantaggi dell’innovazione controllandone gli eccessi gli esperti di Amundi.

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