Il rialzo della borsa Usa equivale al volo di Icaro

15102013aL’inversione del volo potrà avvenire gradualmente o di colpo come nel 1987

L’ANALISI Shiller P/E ratio al quarto livello di sempre, superato solo nel 2007, 2000 e 1929

L’odierno articolo, prende spunto dalle considerazioni espresse dal noto analista finanziario Francesco Caruso, sul suo omonimo sito www.francescocaruso. ch, in cui con termini semplici ma efficaci pone all’attento investitore opportune riflessioni sull’apparente e perpetuo rialzo dei corsi azionari americani, associandovi la metafora mitologica del volo di Icaro.

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L’ICARO INVESTITORE Nella mitologia dei mercati, quanto più a lungo un mercato sale, tanto più vengono spazzati via i suoi oppositori e tanto più acquistano forza le motivazioni, anche le meno razionali, che giustificano sia i livelli raggiunti che le previsioni di ulteriori salite e ciò porta tanti risparmiatori a scatenare diversi istinti di avidità declinati nella “paura di perdere il volo” per chi non ha finora partecipato, “nella compiacenza di esser in volo” per chi è entrato da non troppo tempo, “nell’euforia di volare sempre più in alto” per chi è da tempo in cielo, fino a raggiungere una negazione sistematica dell’evidenza e la convinzione di poter “raggiungere il sole”, ma come nella mitologia greca anche l’attuale Icaro investitore, pur sentendo la voce della ragione che grida di fermarsi, decide di non curarsene e continua a rischiare in voli sempre più alti finché non scoprirà il significato della parola “impossibile”, ovvero dell’impossibilità del “rialzo perpetuo” ma a quel punto le sue piume galleggeranno sul mare dopo una rovinosa caduta.

IL VOLO FORZATO Nella storia di Icaro, vi era il padre Dedalo che durante la fuga da Creta ricordava sempre al figlio di non volare troppo in alto per non bruciarsi ma l’attuale padre dei mercati, ovvero Ben Bernanke e la sua banca centrale USA, invece di imporre prudenza con l’avvio di un tapering necessario ad abbassare la quota di volo, ha continuato ad incitare al volo perpetuo attraverso una quantità di carta a “rendimento zero” la quale, visto che gira sui mercati, incoraggia la tendenza a ottenere a qualunque costo rendimenti migliori e per far questo non si può che usare asset più speculativi e tentare di volare sempre più in alto. Inoltre, l’assenza di correzioni e quindi di vere opportunità di acquisto da molti mesi a questa parte, sta forzando molti investitori finora restii ad entrare e tutti coloro che erano sotto pesati – o che addirittura erano andati al ribasso sulla borsa USA – a ricoprirsi.

SEMPRE PIU’ IN ALTO Ecco spiegato due importanti concause nel rialzo che ha portato ai recenti record, per lo più identificabili negli errori di posizionamento degli investitori, in particolare di quelli istituzionali e nella mancanza di convenienza delle alternative classiche di investimento. In questo senso la situazione dei mercati innescata dalla politica della Fed può essere paragonata a quella di un volo forzato verso l’alto, in quanto come suggeriva Dedalo ad Icaro non bisognava abbassarsi troppo verso il mare, perché l’umidi – tà dell’acqua avrebbe inzuppato le penne e non si sarebbe più potuto risalire.

Ed oggi, le politiche delle banche centrali hanno creato tanta “umidità”, dai rendimenti nulli degli investimenti a breve termine, a quella minima delle obbligazioni, con tassi storicamente bassi per il rischio di tasso e di credito che possono correre e ciò porta gli Icaro investitori a spostarsi sempre più in alto, oltre le nuvole, verso i caldi raggi di sole delle borse.

LEZIONI DI VOLO Secondo Caruso il primo consiglio da comprendere è che le banche centrali e in particolare la FED, al di là delle dichiarazioni di facciata non fanno mai nulla per prevenire questo tipo di situazioni perché in fondo è la loro stessa azione che le crea e la riprova è la recentissima decisione di prolungare “ad libitum” il programma di QE pur in presenza di condizioni favorevoli alla sua sospensione. Il secondo è che la storia insegna che i massimi di borsa spesso sono processi che durano molti mesi, composti da una serie di correzioni e spinte a nuovi massimi margi nali, spesso connessi alla fase finale del c i c l o d i es p a n s i o n e, q u a n d o quindi tutto sembra “a ndare benissimo”.

La terza lezione è che è i mp os s ib il e evitare che il pubblico – inteso come la massa degli i nve s t i t o r i privat i – si getti a capofitto e spesso tardivamente in una bolla speculativa, per un semplice meccanismo basato sull’avidità e sull’i nv i d i a creando le basi per un comportamento collettivo simile a quello di un branco. La quarta lezione è che gli ultimi arrivati, proprio per essersi “conver titi” per ultimi, sono i più fanatici difensori del trend e sono anche quelli che non riescono quasi mai a uscirne con dei vantaggi: anzi sono molto spesso quelli che escono dopo mesi e mesi di ribasso e con le peggiori perdite.

ATTENTI AL SOLE Il prudente padre di Icaro, mentre salivano nel cielo avvertiva il figlio di non accostarti troppo al Sole, perché la cera che teneva salde ed unite le ali, si sarebbe prima o poi sciolta e questo dovrebbe essere oggi il più importante consiglio a cui l’Icaro investitore dovrebbe porre attenzione amaggior ragione perché le banche centrali difficilmente lo diranno esplicitamente, tanto meno i gestori d’investimento ed a scendere i loro consulenti, a cui è suggerito solo di investire nel più alto rischio (azioni e bonds high yield), non essendo possibile volare agevolmente (ottenere rendimenti) a quote di volo più basse.

Per ora il volo dei mercati prosegue e la fase di nirvana potrebbe quindi ancora durare, trascinando nei cieli ancor più Icaro investitori, di quanto la logica, i fattori tecnici e gli stessi fondamentali farebbero ritenere ma ciò non ridurrà i parametri di rischio e come evidente dai grafici ad un certo punto l’inversione del volo ed il “r ico nosc imen to dell’eccesso” potrà avvenire o gradualmente o di colpo come nel 1987, quindi come ricorda Caruso nel suo post, solo una disciplina di “volo-investimento” paziente, informato e consapevole del rischio prevarrà ma il problema è che gli investitori (e non solo quelli italiani) tendono sistematicamente ad abbandonare le strategie più solide nel momento in cui queste strategie incappano nel loro “bear market”, cioè quando non funzionano più tanto bene, il che accade sempre nelle fasi di eccesso di euforia o di panico.

Rubens Ligabue

L’autore della rubrica – “Risparmio, i conti in tasca” pubblicata su www.lanuovaprimapagina.it , è a cura del nostro consulente RUBENS LIGABUE, professionista certificato EFA – European Financial Advisor, associato SIAT – Società Italiana Analisi Tecnica, iscritto all’Albo Unico Nazionale dei Promotori Finanziari. Per domande e chiarimenti potete scrivere a: info@rubensligabue.com