Il punto sui mercati immobiliari

crisi-mercato-immobiliare Un aumento del reddito generalmente è accompagnato da un incremento del valore dei beni immobiliari, e nel lungo periodo l’andamento dei prezzi degli immobili residenziali e commerciali è strettamente collegato allo sviluppo economico regionale. Nel complesso i mercati immobiliari dovrebbero trarre beneficio dall’accelerazione della crescita globale, mentre l’atteso aumento dei tassi di interesse, probabilmente di entità moderata, non dovrebbe creare condizioni particolarmente negative. Di conseguenza ci aspettiamo che nel 2014 i titoli immobiliari globali non a leva (ovvero che non ricorrono a capitale di debito) possano conseguire un rendimento complessivo del 7,4 percento. I rendimenti complessivi possono variare considerevolmente da regione a regione: negli Stati Uniti la situazione continua a migliorare, e il livello dei prezzi di prima della crisi, iniziata nel 2007, non è stato ancora raggiunto. In molte città, tra le quali New York, Los Angeles, Chicago e Dallas, i prezzi degli immobili sono ancora del 10-20 percento inferiori ai massimi raggiunti all’epoca. Il continuo miglioramento del mercato del lavoro sta alimentando un incremento della domanda, dei canoni di locazione e di conseguenza anche dei prezzi. Considerati tutti questi fattori, per il 2014 ci aspettiamo un rendimento complessivo dell’8,3 percento circa negli Stati Uniti.

Paesi periferici in crescita

Gli investimenti immobiliari appaiono promettenti anche in Europa. Dopo due anni di recessione l’Eurozona dovrebbe tornare a una lieve crescita, e le attese sono per una contestuale ripresa economica nei Paesi periferici, reduci da una fase di debolezza. Questo sviluppo dovrebbe riflettersi anche sugli utili. Nel 2014, gli uffici e i centri commerciali ubicati in posizioni di prestigio nei Paesi core dovrebbero generare un rendimento complessivo pari, rispettivamente, al 6,7 e al 6 percento. Rendimenti complessivi addirittura superiori sono possibili per gli immobili in posizioni di prestigio nei Paesi periferici (per es. Madrid e Barcellona).

Ricavi positivi sono attesi anche in Asia, anche perché solo alcuni nuovi cantieri sono in fase di completamento, e in Paesi quali Hong Kong la disponibilità di uffici e unità commerciali rimane bassa. In Giappone  rendimenti parzialmente inferiori, tuttavia l’aumento della domanda di uffici dovrebbe compensare in tempi brevi l’eccedenza di offerta.

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