Il falò dei risparmi

Beati i tempi in cui il risparmiatore poteva recarsi in banca per fare due chiacchiere , e sentirsi dire che i suoi Bot Cct e Btp andavano bene e le cedole scorrevano lente e sicure come il Po!

Le bufere colpivano gli azionisti, risparmiatori spericolati, mentre quelli prudenti al massimo provavano il brivido di un’azione o di un’obbligazione della propria banca, peraltro richiestissime e difficili da avere.

Oggi proprio quegli investimenti sicuri sono nella tormenta e la loro combinazione dilata il rischio ed aumenta la volatilità.

I titoli di Stato scendono e trascinano le banche, che posseggono gran parte del debito italiano, di conseguenza .scendono le obbligazioni bancarie e tracollano le azioni I tranquilli giardinetti dei risparmiatori sembrano essere attraversati da una ruspa.

Così abbiamo tutto un popolo appeso alla tv, che annuncia con toni da guerra mondiale: “oggi bruciati 100 miliardi di euro”, senza dire che quella che sta bruciando è la credibilità del Paese e della sua classe dirigente. Questo è il vero problema: è a causa dell’inettitudine della nostra classe dirigente che abbiamo troppi debiti, troppe spese inutili, troppe tasse, poca crescita ed ora anche il falò dei risparmi.

Né consola la litania dei consulenti allo sportello che ripetono inebetiti che il mercato si riprenderà e basta aspettare le scadenze. La prima affermazione è dubbia, la seconda è vera, solo se uno può attendere. D’altra parte, l’unico modo per spegnere un fuoco è il controfuoco.

Non succederà nulla, finché la gente esasperata non assalterà i palazzi del potere, appunto un controfuoco.

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