Il contrasto Germania Francia sul ruolo della Bce

Lo scontro tra Francia e Germania sul ruolo della Bce è uno scontro tra Nord e Sud: con le tesi tedesche sono schierati Slovacchi, Finlandesi,Austriaci ed Olandesi. Il nodo è se la Bce deve restare com’è, cioè un argine contro l’inflazione ed una diga per mantenere la moneta forte, tesi tedesca o se invece deve giocare un ruolo nel salvataggio degli Stati come la Fed, magari finanziando senza limiti il Fondo di Stabilità trasformato in una banca. Così la Bce diverrebbe il banchiere di tutta Europa ed il finanziatore di tutti gli Stati in crisi. Per i francesi questa è la soluzione più efficace perchè il Fondo non avrebbe limiti. Come Sarkò la pensano il Fondo Monetario Internazionale, in mano ad una francese, gli Usa e la Cina, che vedono nell’instabilità della zona Euro il rischio di essere contagiati. I tedeschi temono di diventare, per questa strada, garanti dei debiti di tutti, senza alcun potere di controllo sui bilanci dei Paesi piigs, temono inoltre che, una volta fatto questo passo, anche l’integrazione politica sarà più veloce e ciò significherà per la Germania perdere potere, influenza e ricchezza. Oggi l’Eurozona va bene soprattutto a loro. Li preoccupa anche il pragmatismo di Draghi, che vedono non contrario a fare della Bce una sorta di Fed. Sarkò preme sulla Merkel, anche la Francia inizia ad avere il raffreddore, ma non deve convincere tanto Frau Angela, quanto piuttosto Jan Weidman, presidente di Bundesbank, un suo no è insuperabile. Per quanto riguarda l’Italia, Berlusconi e Tremonti sono dispersi, anche se i sorrisetti i francesi farebbero bene a tenerli per se, visto che noi abbiamo un avanzo primario, che loro non hanno. La nostra classe politica fa piangere, ma l’Italia resta ancora un Paese forte

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