Il clima di Borsa potrebbe subire gelate improvvise

liga5122013L’ANALISI  Warren Buffett «il prezzo è ciò che paghi, il valore è ciò che ottieni»

Usa, gli utili per azione sono solo in minima parte generati dalla crescita dei ricavi

Una delle più note leggi dell’economia è quella della domanda e dell’offerta ovvero se i compratori sono maggiori dei venditori il prezzo tenderà ad aumentare fino a che non sarà raggiunto un punto di equilibrio, viceversa se i venditori aumentano e superano i compratori, allora i prezzi tenderanno a scendere, un concetto semplice e facilmente traslabile anche al mercato azionario, in quanto se i partecipanti al mercato saranno in continua ascesa vi sarà carburante sufficiente per proseguire la salita e questo fino a quando le file degli acquirenti disposti a salire su nuovi massimi non diminuirà e non raggiungerà un livello di equilibro al quale cresceranno più rapidamente i venditori.

In generale al raggiungimento di livelli psicologici importanti come nella recente tripletta del Dow Jones oltre i 16.000, dello S&P500 sopra i 1.800 ed infine del Nasdaq ad un soffio dai 4.000 punti si possono verificare momenti di provvisoria riflessione, durante i quali i partecipanti al mercato temporeggiano in una sorta di equilibrismo e tentano in un senso e nell’altro di testare la forza degli uni e degli altri, con allunghi ed affondi, finché non avverrà un dumping deciso in un senso o nell’altro.

IL CAMBIO DI STAGIONE Riprendendo un recente articolo pubblicato su w ww. f in a nc i a ls e ns e. co m dal titolo “Is a bear market around the corner ? What the 2007 top can tell us about the present”, può essere utile visualizzare questo concetto attraverso l’analogia del cambio di stagione, in quanto nel bel mezzo dell’estate si osservano alberi rigonfi di verdi foglie, finché non arriva l’autunno in cui inizia lentamente un cambio di colore delle foglie da verdi a rosse ed in cui le foglie cominciano a cadere dall’albero copiosamente all’avvicinarsi dell’inverno. Nel cambio di stagione e come nel mercato azionario, il momento di top e di equilibrio equivale alla fase terminale dell’autunno, in cui il numero di foglie sull’albero e quelle a terra sono in numero similare e ciò può durare per un tempo limitato anche se prolungato da fattori climatici estemporanei ed eccezionalmente favorevol i (quantitative easing).

CONTARE LE FOGLIE Perciò se guardiamo al mercato azionario come ad un grande albero pieno di foglie, vi è un semplice modo per osservare se il cambio di stagione è prossimo, ovvero è spesso sufficiente misurare il numero di foglie sull’albero rispetto a quelle in terra ed un noto trucco per valutare ciò, è attraverso la misurazione della distanza di un titolo dal suo massimo a 52 settimane. E se ci sono più azioni vicino ai loro massimi a 52 settimane rispetto a quelle in discesa e considerate in “bear market” (in discesa di oltre il 20% dai top), allora il mercato rialzista è ancora attivo e metaforicamente l’inverno non è prossimo ma se viceversa il numero è maggiore è plausibile attendersi l’avvio dell’inverno.

L’ALBERO ATTUALE Se prendiamo a riferimento il picco del mercato toro precedente, raggiunto il 9 ottobre 2007, quando l’indice all’allargato S&P1500, ovvero quello composto dalle 500 aziende a grande capitalizzazione (S&P500) a media (S&P400) e piccola (S&P600) aveva toccato 353,92 punti, è possibile notare dal grafico allegato che solo il 24% dei 1500 titoli dell’indice erano distanti non più del 20% dai loro massimi a 52 settimane, mentre il 23% erano già più in basso di tale livello ed ufficialmente in un mercato orso.

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E seppur alcuni potranno essere sorpresi dal vedere che quasi un quarto dei titoli era già entrato nel “bear market”, seppur fossero segnati i massimi storici in quel giorno, è però facile riscontrare nell’equilibrio tra titoli al top e titoli in discesa quel momento metaforico di passaggio tra autunno ed inverno. Al contrario, guardando i dati presenti sul sito americano ed aggiornati al 15 novembre, c’è quasi un rapporto di 2 a 1 tra azioni vicine ai loro massimi rispetto a quelle già in un mercato orso. Chiaramente ci sono più compratori che venditori al momento attuale e ciò deporrebbe a favore di tutti coloro che vedono i recenti top non come un rischio bensì come conferma di proseguimento del rally.

MONITORARE IL COLORE Seppur vero che il flusso di partecipanti possa influenzare e dirottare il mercato verso rialzi ancor più elevati è da non scordare una delle più note massime di Warren Buffett, “il prezzo è ciò che paghi, il valore è ciò che ottieni” ed il valore di una azione non è dato dal prezzo corrente bensì dalla capacità dell’azienda di creare in futuro valore e dunque utili crescenti e sostenibili. Quindi proseguendo con la metafora dell’albero, un elemento importante da analizzare è anche il colore delle foglie e siccome in un ciclo stagionale normale all’aumentare di foglie giallo- rosse aumenta la probabilità di un cambio di stagione è forse il caso di valutare con attenzione il reale colore delle foglie. Ad una prima occhiata, come riportato nel sito dshort. com, a metà novembre e con la pubblicazione dei risultati del 3 trimestre dell’anno, di oltre il 95% dei titoli dello S&P500, appare ancora una crescita degli utili, seppur gli analisti correggano al ribasso le stime di crescita futura. Il colore delle foglie sembrerebbe perciò ad un prima e superficiale analisi ancora verde, seppur schiarito, ma quello che ormai è sempre più evidente è che l’enorme crescita degli utili realizzata in questi anni e pari ad oltre il 230% dal 2009 ad oggi, non è arrivata dall’aumento dei ricavi – cresciuti in tale periodo solo per un 25% – bensì da operazioni di riduzione salariale, aumento della produttività, licenziamenti ed infine riacquisto di azioni proprie.

VALUTARE LE FOGLIE Quattro importanti elementi che hanno certamente garantito una forte crescita degli utili senza i quali sarebbe stato molto arduo riportare le quotazioni ai massimi ma che non possono essere utilizzate con disinvoltura per argomentare e pronosticare i futuri utili e dunque una futura e perdurante crescita del listino USA. Il problema è che ognuno di questi strumenti ha creato un miraggio di redditività aziendale che maschera la vera debolezza dell’ambiente economico generale di fondo. In particolar modo, l’aumento dei buyback (riacquisto di azioni proprie) crea un’illusione di redditività. Se un’azienda guadagna $ 0,90 per azione e ha 1 milione di azioni circolanti – riducendo quelle azioni a 900.000 aumenterà i guadagni per azione di $1,00. Nessuna entrata supplementare è stata creata, nessun altro prodotto è stato venduto in più, è semplicemente magia contabile. Tali attività non stimolano la crescita economica o non generano ricchezza reale per gli azionisti ma consentono di far apparire un colore verde alle foglie per un tempo più lungo rispetto alla reale stagione economica.

OCCHIO ALLE GELATE In ogni modo e seppur l’albero presenti ancora foglie dall’aspetto apparentemente migliore di quello che il contesto dovrebbe prevedere, bisogna ricordarsi che le stagioni si susseguono sempre e seppur le condizioni di clima anomalo, generato dalle banche centrali, possa averne alterato la durata, non bisogna dimenticare che l’inverno arriva comunque e se il periodo autunnale è stato reso quasi estivo, non diminuisce la probabilità dell’inizio della stagione invernale bensì aumenta le possibilità di una improvvisa ed inaspettata gelata, utile a riportare il clima alla corretta stagione dell’anno, seppur questo farà cadere a terra molte foglie, all’apparenza ancora verdi. E’ dunque consigliabile iniziare a potare l’albero dei guadagni azionari fin qui conseguiti, al fine di rendere il portafoglio adeguato a reggere un possibile ed improvviso cambio di stagione.

L’autore della rubrica – “Risparmio, i conti in tasca” pubblicata su www.lanuovaprimapagina.it, è a cura del nostro consulente Rubens Ligabue, professionista certificato EFA – European Financial Advisor, associato SIAT – Società Italiana Analisi Tecnica, iscritto all’Albo Unico Nazionale dei Promotori Finanziari.

Per domande e chiarimenti potete scrivere a: rubens.ligabue@gmail.com.

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