I capitali lasciano la Francia

capitaliL’incubo del debito disturba il sonno della Francia, il differenziale è aumentato sotto l’azione di grandi investitori stranieri che stanno spingendo capitali al di fuori dei confini, come documenta un articolo del Telegraph.

Nel solo mese di settembre sono stati persi 100 miliardi in depositi a breve termine, sotto l’effetto di misure precauzionali del mercato dei fondi americani e degli investitori asiatici, preoccupati dell’esposizione francese nei confronti dell’Italia.

Eric Dor della IESEG, la scuola di management di Lille dice:”C’è stata un’enorme fuoriuscita di capitali”.

I risultati di tutto ciò stanno marcando i libri contabili dei cugini d’oltralpe e aprono così la strada a possibili sperimentazioni del cosiddetto “Obbiettivo 2”: una rete di pagamenti della BCE che consente di spostare fondi automaticamente, là dove necessario.Le esposizioni erano improvvisamente decollate nel tardo luglio, partendo da 10 miliardi per arrivare ai 98 miliardi di settembre.

La banca centrale irlandese deve 118 miliardi, la Spagna 108 miliardi, l’Italia 89 miliardi C’è stato un vero e proprio esodo verso banche tedesche, lussemburghesi e olandesi. Ciò si evince dai dati evidenti di “Obbiettivo 2”. Le passività all’interno dell”Eurozona possono ancora aumentare, segnando sempre di più gli squilibri di bilancio proprio come nella questione degli scambi tra nord e sud Europa, così lungamente ignorati, finchè non si rivelarono fatali. Dor ribadisce:”Siamo in un territorio sconosciuto in termini di teorie monetarie”.

Dal punto di vista degli stati creditori, la Bundesbank detiene 465 miliardi di obbligazioni, la Banca Centrale Olandese 89 miliardi, alimentando i timori di elevate perdite ove i leader europei dovessero fallire nel tentativo di contenere la crisi. Inoltre le banche centrali europee sono implicate in altre operazioni della BCE.

Simon Ward della Henderson Global Investors ha detto che il sostegno della BCE è aumentato dai 465 miliardi di aprile con un tasso di 102 miliardi nelle ultime 4 settimane.

In totale vi è un’eccedenza di 1300 miliardi che incide sul PIL dell’Eurozona. Esso comprende prestiti sotto forma di pronti contro termine dati alle banche centrali, assistenza per l’emergenza liquidità di Grecia e Irlanda, acquisti di Bond. Il senso di tutte queste passività potrebbe essere un incubo da cui non sarebbe possibile svegliarsi.

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