I 5 errori che gli investitori facoltosi riescono sempre a evitare

di Alberto Battaglia

Quando si investe, evitare gli errori più grossolani richiede il rispetto di poche regole auree. Si tratta di principi di fondo condivisi da tutti gli esperti del settore che spesso vengono ribaditi all’infinito. E questo proprio perché, puntualmente, l’istinto porta gli investitori a cadere nelle stesse trappole. L’emittente americana Cnbc ha riassunto i 5 principali errori degli investitori (e che “i ricchi non commettono mai”).

  1. Non diversificare. Mettere tutte le uova nello stesso paniere amplifica i rischi e non permette una corretta gestione del risparmio. Se l’obiettivo non è “scommettere” piccole somme, ma puntare a un rendimento più affidabile nel tempo è necessario bilanciare il proprio portafogli in classi di attività differenti (azioni, obbligazioni, valute, materie prime, immobili, eccetera) puntando su settori variegati. In questo modo, quando alcune classi di attività come le azioni vanno male, la perdita potrà essere compensata da altri investimenti che tendono a performare bene nelle medesime circostanze.
  2. Investire spinti dalla moda del momento. La paura di mancare l’investimento del secolo e la tendenza a farsi influenzare dalle ultime mode può produrre errori clamorosi. Chi si è scottato con il Bitcoin, ad esempio, lo sa bene. Quando si cavalca un trend ci si assume grandi rischi. Per questo la maggioranza degli esperti, nel momento della Bitcoin-mania avevano suggerito prudenza e di investire, al più, somme che ci si può permettere di perdere interamente. Molto meglio investire in titoli con i quali si ha familiarità, come da sempre insegna il multi miliardario Warren Buffett. Raramente cavalcare l’euforia di una bolla che si gonfia è una buona idea.
  3. Non avere piani a lungo termine. L’investitore facoltoso è meno interessato ai guadagni di breve periodo e punta a creare ricchezza con lungimiranza. Pianificare per i prossimi decenni è un esercizio che aiuta investire con degli obiettivi in mente e a rapportarsi in modo più lucido alla sfida.
  4. Farsi prendere dal panico. Quando a monte si sono già commessi gravi errori, come una scarsa diversificazione dettata da logiche di breve termine, resistere alle intemperie dei mercati può essere quasi impossibile. Se i titoli crollano, vendere “concretizza” la perdita: per questo disporre di sufficiente liquidità per affrontare il mercato “orso” è fondamentale. Essere costretti a vendere nel momento sbagliato, perché non esistono alternative, è una situazione da evitare. Quando lo spettro del mercato ribassista si avvicina, infatti, l’allocazione del portafoglio dei gestori tende a privilegiare il contante, così da poter approfittare del ribasso dei titoli e acquistare a prezzi convenienti.
  5. Fare tutto da soli. I possessori di grandi patrimoni raramente gestiscono tutto in proprio: un “buon consulente”, inoltre, “è anche un modo per mitigare lo stress” ha dichiarato Ivory Johnson, founder di Delancey Wealth Management. Un financial planner permette di ridurre i rischi –  e le perdite quando i mercati soffrono. Il prezzo da pagare per questa esperienza viene spesso più che bilanciato nel lungo periodo.

Da W Street

 

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