Fine anno con i botti

La Germania e la Francia corrono contro il tempo per ottenere un nuovo trattato di stabilità, possibilmente già dal prossimo anno, per tranquillizzare i mercati. Intanto, sulle indiscrezioni di stampa, calano fino a 420 gli spread sul decennale Btp/Bund, e volano gli interessi sui titoli emessi all’inizio della settimana, ma c’è da segnalare che l’asta di 0,5-0,7 miliardi di euro di Btpei a settembre 2023 ha sottoperformato di 35 bp (al 7,02%) quella della settimana scorsa. Secondo gli informatori del “Bild”, la Cancelliera Merkel e il Presidente Sarkozy stanno valutando un nuovo patto di stabilità che vada a rivedere il trattato iniziale tra gli stati di Schengen. Le indiscrezioni dicono che Francia e Germania stanno considerando una serie di misure per facilitare una più rapida integrazione tra i paesi dell’eurozona. L’8 e 9 dicembre ci sarà il prossimo vertice dove il duo Merkozy presenterà i suoi piani. Quindi, se aggiungiamo la manovra di Monti da 20-25 miliardi di euro prevista per il 5 dicembre, potremmo aspettarci una fine dell’anno con il botto. Pare invece sia stata smentita l’indiscrezione circolata nel fine settimana che il FMI si stava preparando ad uno stanziamento di 400-600 miliardi di euro, a disposizione dell’Italia. Attualmente la dotazione del FMI è di 400 miliardi. Il Bund future, intanto, ritraccia violentemente dalla fase dei massimi assoluti a 139,5 e tocca il minimo dal 28 ottobre scorso; il rendimento del decennale risale al 2,32%. Se un punto si svolta c’è stato, potremmo individuarlo nell’asta deludente del Bund decennale della scorsa settimana; del resto la Germania non poteva continuare nella sua linea di diniego a qualsiasi soluzione della crisi. Certo, il peggioramento delle condizioni economiche dell’eurozona e la crisi dei debiti sovrani hanno depresso l’euro avvantaggiando le imprese tedesche che esportano. Ma il continuare a tergiversare sulla crisi potrebbe avere conseguenze pesanti anche per la solida Germania, per cui potremmo ipotizzare che il punto minimo della crisi è stato raggiunto. La direzione ora presa, smentite o meno, è quella giusta, ma occorre fare in fretta. Se il mercato dei titoli governativi si tranquillizza, potremmo avere presto un doppio effetto benefico; da un lato si rivalutano i bond europei, dall’altro scendono i tassi di finanziamento e si allenta la stretta del credito in corso. Se poi la Bce confermasse la discesa dei tassi di interesse, mancherebbe solo la FED alla festa; all’ultima riunione USA del FOMC, infatti, si è riparlato del QE3.

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