ENI – IREN. Buona la prima

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ENI: basso prezzo di ingresso, con potenziali positivi all’orizzonte Agli attuali prezzi, Eni quota circa 7 volte gli utili 2012, con un dividend yield sostenibile prossimo al 7%: numeri decisamente inferiori alla media storica, per una società che ha un’esposizione all’Italia molto limitata.Il titolo si trova in una fase decisamente positiva, per diverse ragioni, tra cui: conclusione delle cessione della controllata Snam Rete Gas, che libererebbe le risorse necessarie per lo sviluppo dell’Exploration & Prodaction abbassando al contempo la leva finanziaria del gruppo;

interesse di fondi nazionali esteri (rumors su un possibile ingresso nel capitale del fondo sovrano del Qatar);

Ulteriori positivi sviluppi nei giacimenti al largo delle coste del Mozambico, che solo negli ultimi 6 mesi hanno permesso di aumentare le risorse stimate della società di oltre il 20%.

IREN: sottovalutazione sui fondamentali forte, ma debito troppo elevato.

Il netto aumento delle posizione debitoria della società, salita a 2,9 mld al 31 marzo 2012 (+ 600 mln negli ultimi 15 mesi), ha portato la società in una situazione delicata sul fronte patrimoniale.

Attualmente ha una capitalizzazione di mercato pari a 507 mln, il 15% del valore d’impresa comprensivo del debito.

La troppa volatilità, un azionariato ed un management tutto politico, sconsigliano gli acquisti.

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