Economia Giapponese

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  • Il timore che l’impeto dell’Abenomics stesse scemando ha pesato sugli asset nipponici in estate, dopo la delusione per la strategia di crescita presentata dal Governo a giugno e la possibilità che l’aumento dell’imposta sui consumi prevista per aprile 2014 potesse essere posticipato.
  • Gli effetti della Abenomics continuano però a diffondersi nell’economia reale. Nel 2Q il PIL è cresciuto di un solido +3,8% (trimestrale annualizzato) e nei mesi estivi sia le esportazioni che la produzione industriale hanno registrato incrementi significativi. Ancor più importante, l’ultima indagine del Ministero delle Finanze mostra una crescita della spesa in beni capitali delle imprese più forte delle attese che accompagna un’impressionante crescita dei profitti aziendali (+24% y/y nel 2Q). I dati sull’inflazione sono tornati positivi, a livelli che non si vedevano dal 2008. Il target di inflazione della Bank of Japan al 2% a fine 2015 pare ancora irraggiungibile, il che garantisce però la prosecuzione della politica monetaria ultra-espansiva e potenzialmente un ulteriore incremento degli acquisti di titoli sul mercato nei prossimi mesi.
  • La nostra view positiva sul mercato azionario giapponese dovrebbe infine ottenere ulteriore sostegno dai nuovi catalizzatori attesi in autunno, in particolare sul fronte della seconda (fiscale) e terza (riforme) «freccia» della Abenomics. Dopo l’aggiudicazione a Tokyo delle Olimpiadi 2020 (che potrebbe accelerare anche la nuova legislatura sui casinò), un nuovo piano di stimolo fiscale tramite spesa in infrastrutture e incentivi fiscali per le imprese è possibile per proteggere l’economia dagli effetti negativi dell’aumento dell’imposta sui consumi, che ormai sembra essere acquisito. La bilancia commerciale invece trarrà giovamento dal riavvio di alcune centrali nucleari e dai negoziati sugli accordi internazionali di libero scambio.