È scoppiata la guerra mondiale e non ce ne siamo accorti

Non quella commerciale, quella vera. E non lo dico io, lo dicono le borse. Guardate l’ultima settimana e lo vedrete anche voi. L’arresto da parte dei canadesi di Meng Wanzhou (figlia del fondatore di Hauwei e direttrice finanziaria della medesima), su richiesta americana, è l’atto formale dell’inizio della guerra, che non si combatterà con missili e cannoni, ma con l’hi-tech. Cominciamo da alcune dati: per ora tutti gli smartphone  hanno come sistemi operativi  IOS (Apple), Android (Google) e Window (Microsoft). Ovvero tutti “girano” su piattaforme americane. Qualche anno fa il governo americano chiese ad Apple il modo di craccare i telefoni di terroristi Isis che erano stati catturati. Apple rispose picche, ci fu qualche strascico poi un opportuno silenzio. Dopo un po’ di tempo saltò fuori che i telefoni di molti politici di primaria importanza (Angela Merkel fra tanti), erano “spiati” da agenzie statali americane. Anche qui, data la notizia, non ci fu molto scandalo. Tradotto. Tutti i telefoni sono “spiabili” e tutti lo sanno. Non ci possono fare niente e se la mettono via. O forse no: Huawei ha dichiarato che entro il 2021 i suoi telefoni avranno un sistema operativo nuovo e non useranno più Android: casualmente qualche giorno dopo questo annuncio Trump  ha affermato che Huawei spiava i suoi clienti e che la loro tecnologia NON doveva essere acquistata. Proprio ora che si sta cablando il mondo con il 5G e che vede i cinesi vincenti, per ora, sui mercati di Europa, Africa ed Asia.

Sarebbe, per gli USA una sconfitta enorme, perché ora possono sapere tutto di tutti (e non parlo di me o voi, ma di dati sensibili di carattere tecnologico, militare, economico, oltre che personale, per le persone che contano), domani no, saranno in concorrenza con i cinesi. Altro che dazi e barriere doganali, bazzecole al confronto. Per questo la notizia dell’arresto della signora Meng è stata secretata per 5 giorni e per questo i cinesi hanno fatto finta di nulla: l’arresto era contemporaneo ai colloqui tra Trump e Xi Jinping, che trattavano la tregua di 90 giorni sui dazi appunto, e inoltre le accuse americane per l’arresto della signora erano generiche e una richiesta di estradizione formale con imputazioni specifiche ad oggi non è pervenuta.  Perché gli USA ormai sopravvivono per la loro forza militare e metterla in discussione non è, per loro, concepibile. Ma i russi mettono in pista nuovi missili, meno intercettabili e se ne catafottono dei trattati di non proliferazione. Come gli americani se ne sono sbattuti dei trattati e delle promesse di non fare entrare nella Nato i paesi di ex influenza sovietica. I cinesi li stanno attaccando sul piano della tecnologia di avanguardia e dello spionaggio telematico, senza trascurare la corsa nello spazio in cui  sono  attivi. Sembra il finale del film di Leone “ il buono, il brutto e il cattivo”, un duello in cui allora sapevo già come sarebbe andata a finire, ma oggi non sapendo chi è il buono, anzi, sapendo che non c’è e che i brutti sono anche cattivi (e viceversa) le preoccupazioni sono non poche. Anche perché, nel frattempo,  noi fischioni europei lasciamo fare, non sviluppiamo niente, continuiamo a produrre le nostre auto e per venderle diciamo di sì a tutti. Ovvero per vendere tecnologia obsoleta, e neanche di lunga durata, buttiamo a mare il nostro futuro. E saremo servi di tutti, perché alla fine in queste guerre magari non si saprà chi ha vinto, ma chi ha perso di sicuro, perché gli verrà portato il conto da pagare.

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