Crisi Ucraina & ‘guerra fredda’ per garantire gli Usa

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L’ANALISI Leap/2020: gli USA alzano la posta in Ucraina per meglio “annettersi” l’Europa

Il fallimento politico e diplomatico della UE intra ppola e mette a rischio l’euro-zona

 

A distanza di un mese dall’ultimo estratto del report pubblico del think tank europeo Leap2020 (Laboratoire Européen d’Anticipation Politique) intitolato “La crisi sistemica globale riprende il s u o ‘ n o r m a l e ‘ c o r s o ” (www.leap2020.eu) e più volte rilanciato in passato, all’interno di questa rubrica, in virtù di un’analisi utile a valutare un maggior numero di opzioni e scenari possibili, riprendiamo la parte liberamente accessibile del GEAB n. 83 e pubblicato settimana scorsa, dall’emblematico titolo “La risposta degli Stati Uniti sale d’intensità: scatenare una guerra fredda per meglio annettersi l’Europa, assicurandosi la sopravvivenza”. Ed il cui focus è rivolto alla crisi Ucraina, all’escalation geopolitica in atto e che coinvolge gli USA, l’Europa e l’asse euro-asiatico (Russia, Cina & c o. ) . Secondo tale gruppo di esperti, l’attuale crisi esplosa in Ucraina, rappresenta l’ultimo test per valutare la capacità degli europei di costruire la loro unione politica e prendere il controllo del loro comune destino, un test per la capacità dei politici nazionali di raccogliere lo strumento di indipendenza, di pace e di potere che, proviene dai loro padri (le generazioni di politici che hanno governato, grosso modo, fino alla fine degli anni ’80). E questo perché l’UE ha costretto l’Ucraina a schierarsi, creando così le condizioni per quell’inevitabile sequenza di eventi che sono andati puntualmente a verificarsi: l’Ucraina ha scelto … ed il paese è conseguentemente precipitato in un processo, drammatico e sanguinoso, che porterà alla sua divisione, e non saremmo che all’ini -z i o.

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L ‘ A N T E FAT T O Quando, nel Novembre del 2013, la Russia chiese all’UE dei negoziati a tre, in materia di accordi di libero scambio fra l’Ucraina e i suoi due vicini (Russia e UE), per trovare u n’intesa che fosse accettabile da tutte le parti interessate, non vi sarebbe stato, secondo gli analisti di Leap2020, da parte Catherine Ashton (responsabile della politica estera dell’Unione Europea), di David O’Sullivan (responsabile del SEAE – Servizio Europeo di Azione Esterna) e Štefan Füle (commissario europeo del servizio per l’allarg amento dell’UE) un’adeguata azione per cercar d’inte g rare tutto ciò che si stava muovendo in Europa Orientale, al contrario, avrebbero costretto l’Ucraina a “s ch i e r a r s i ”, creando così le condizioni per gli eventi che sono andati puntualmente a verificarsi. LE CONSEGUENZE A cinque mesi di distanza, il danno che è andato a generarsi è dunque enorme.

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Ci sono stati oltre 100 morti; l’Ucrai -na si ritrova con un governo non eletto (portato al potere da fazioni di estrema destra); si è verificata una rottura nelle relazioni euro-russe; l’Uc r a i n a e l a Ru s s i a s o n o su ll’orlo di una possibile guerra; l’esercito russo ha riacquistato il controllo del suo arsenale in Crimea; la flotta degli Stati Uniti è in crociera nelle acque del Mar Nero; la US Army si sta trasferendo in Europa (Polonia, Lituania, Romania); i media, eccitati dal sangue, non sono che uno strumento di propaganda, e spingono le politiche ed i cittadini a favore della guerra; il trattato di libero scambio UE-Ucraina è in procinto di essere firmato (a scapito degli interessi russi, come preteso da Washington) da parte di un governo ucraino non eletto (se venisse utilizzato lo stesso metodo anche per il TTIP – Transatlantic Trade and Investment Partnership -, Washington e la signora Ashton dovrebbero firmarlo al più tardi nel prossimo mese di Aprile); gli occidentali stanno preparandosi a negare la legittimità del referendum sulla Crimea – la qual cosa aggrava la crisi e genera domande sul senso della “lotta democratica” in Occidente. In pratica e dal punto di vista europeo, appare secondo Leap2020, un notevole fallimento politico e diplomatic o. LE MANOVRE USA Come in passato e più volte valutato da questi analisti, vi sarebbe in atto un declino americano e del dollaro USA come valuta di riserva mondiale e ciò porterebbe alla cosiddetta “crisi sistemica globale”, una crisi che farà perdere agli Stati Uniti il ruolo di potenza dominante, tramite un’abdicazione non voluta ed a cui si opporranno in ogni modo. Uno scenario in cui sarebbero prevesti attacchi in serie contro l’Europa. Per Leap2020, oltre al palese fallimento della UE, tutto ciò dovrebbe essere visto anche come il risultato di un attacco a “tu tt o” il progetto europeo, i cui due principali obiettivi sono sempre stati quelli della pace (attraverso la cooperazione e la condivisione degli interessi) e dell’indipendenza del continente (conseguenza della sua unione di fatto). L’attacco in corso sarebbe dunque in linea con quello condotto nel 2010 contro l’eu -ro. Nel caso la moneta comune fosse collassata (vista l’impossibilità tecnica di un ritorno alle monete nazionali), l’Europa si sarebbe ritrovata, de facto, integrata alla zona-dollaro, ma quella volta l’Europa ha resistito seppur al prezzo di un enorme indebolimento, soprattutto politico. Inoltre secondo Leap2020, il tentativo di far firmare in fretta il trattato TTIP all’Europa, sembra perseguire lo scopo, di porre la politica sotto la tutela dell’” ec ono mi a” (ovvero l’Europa sotto la supervisione degli Stati Uniti) in quanto tale trattato non sarebbe altro che una grande zona di libero scambio USA-UE basata sul dollaro e che annetterebbe formalmente l’Euro -pa alla zona-dollaro. UNA CORTINA DI FERRO Il report pubblico termina con un’amara conclusione, ovvero che non avremmo ancora visto niente di quello che andrà a succedere fra Washington e Bruxelles, in quanto la crisi ucraina, in ultima analisi, sarebbe stata innescata per costringere l’Europa ad acquistare il gas di scisto dagli USA e per firmare il TTIP (al di fuori del quale il gas di scisto non può essere venduto, in Europa), nonché per giustificare il rinnovato aumento dei bilanci militari degli Stati Uniti e della Nato, attraverso la riattivazione di una Guerra Fredda fra l’Occidente ed i Paesi Emergenti (precisando che sarà l’Occidente, questa volta, a trovarsi sul lato sbagliato della Cortina di Ferro).

L’autore della rubrica – “Risparmio, i conti in tasca” pubblicata su www.lanuovaprimapagina.it , è a cura del nostro consulente RUBENS LIGABUE, professionista certificato EFA – European Financial Advisor, associato SIAT – Società Italiana Analisi Tecnica, iscritto all’Albo Unico Nazionale dei Promotori Finanziari. Per domande e chiarimenti potete scrivere a: rubens.ligabue@gmail.com

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