Crisi del debito europeo

Il problema che grava oggi sui mercati è la mancanza di crescita, a causa della riduzione dell’indebitamento da parte dei privati. Questa carenza di crescita rende il ciclo economico dipendente dalle misure di stimolo dei governi e allo stesso tempo ci rivela l’insostenibilità dei debiti stessi degli stati. L’Eurozona fornisce l’esempio di questa situazione. In questo contesto, l’annuncio da parte delle istituzioni europee di una ricapitalizzazione delle banche, un fondo salva stati (EFSF) potenziato e una svalutazione del 50% del debito greco appare un segnale incoraggiante. Certamente queste misure contribuiranno a far diminuire la volatilità sui mercati, ma la notizia più importante è che sia le autorità europee, che il governo tedesco hanno capito l’importanza di agire in maniera rapida e decisa attraverso piani reali e concreti.

Tuttavia, “il diavolo è nei dettagli”; in particolare:

Riuscirà la Francia a mantenere il rating AAA così da permettere il potenziamento della dimensione del fondo salva-stati con costi dell’indebitamento ragionevoli?

Una svalutazione del 50% sarà sufficiente per salvare la Grecia dalla bancarotta?

In assenza di una svalutazione monetaria, la competitività delle economie europee periferiche potrà essere ristabilita?

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