Credem proporrà dividendo più ricco

Credem Il  CREDEM punta a crescere per linee interne, dopo avere chiuso il 2014 con un miglioramento dei principali indicatori.

Anche se l’approvazione definitiva del bilancio avverrà a marzo, il direttore generale ha anticipato che sarà proposto al cda un dividendo di 15 centesimi di euro, superiore ai 12 centesimi staccati lo scorso maggio. Questo è possibile in quanto Credem sta uscendo dalla crisi più forte e più grande di quando vi è entrata, dato che a partire dalla fine del 2008 il gruppo ha aumentato gli impieghi, attendendosi ora una quota di mercato in un’ulteriore espansione.

Il Credito Emiliano punta a proseguire una fase di sviluppo con il trend della raccolta gestita che sembra confermarsi anche quest’anno.

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IL titolo Credem sale dello 0,68% a 6,63 euro. All’indomani dei conti, gli analisti di Banca Imi hanno confermato il rating buy e il prezzo obiettivo a 7,76 euro, sottolineando che l’utile netto del quarto trimestre di 23 milioni di euro è stato in linea con le attese (24 milioni), mentre il margine di interesse è sceso leggermente più del previsto a 119 milioni (123 milioni le stime).

Il costo del rischio, pari a 68 punti base nel trimestre e a 53 punti base nell’intero anno, denota invece la buona qualità dell’attivo, nonostante l’effetto (moderato) dell’asset quality review. L’utile dei dodici mesi (+31% a 151,8 milioni di euro) è stato in linea anche con le attese di Banca Akros, che ha confermato il giudizio hold e il prezzo obiettivo a 6,70 euro.

Tra gli altri risultati del Credem, nell’anno il risultato operativo è salito dell’8,1% a 374,8 milioni e l’utile ante imposte del 19,1% a 251,5 milioni, con un roe passato dal 5,7% del 2013 al 6,8%. La raccolta da clientela è aumentata del 10,6% a 53,54 miliardi di euro e la raccolta complessiva del 13,4% a 62,8 miliardi.

Gli impieghi hanno registrato un incremento del 7,9% a 21,5 miliardi, mentre le sofferenze nette sugli impieghi sono rimaste invariate all’1,55% e la percentuale di copertura delle sofferenze è lievemente migliorata al 58,6% (dal 58,2%di fine 2013). I crediti problematici totali, infine, sono passati da 788,4 milioni a 797,4 milioni di euro.

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