Commodities

 Il comparto delle materie prime ha registrato un’altra settimana negativa, riflettendo l’elevata avversione al rischio sui mercati degli asset rischiosi e l’apprezzamento del US$, guidato al ribasso principalmente dal petrolio, mentre le commodities agricole hanno continuato a sovraperformare.

Le quotazioni del petrolio sono diminuite per la seconda settimana consecutiva, con il Brent tornato in area 80 US$/barile ed il WTI sceso sotto quota 70 US$/barile. Nonostante le relazioni diplomatiche tra USA ed Arabia Saudita abbiano subito un drastico deterioramento per il caso Khashoggi, i timori geopolitici sono stati più che compensati dalla generale debolezza degli asset rischiosi e dai report settimanali USA sfavorevoli, che hanno mostrato un continuo aumento delle scorte di greggio ed il secondo rialzo consecutivo del numero degli impianti estrattivi in attività.

I metalli industriali hanno perso terreno per gran parte della scorsa settimana, ma stanno ora rimbalzando dopo che il flusso di notizie dalla Cina ha iniziato a segnalare un’intensificazione dello stimolo macroeconomico, culminata con l’annuncio a sorpresa nel weekend del taglio alle imposte sui redditi personali. Le quotazioni dell’oro sono rimaste ancorate intorno alla media mobile a 100 sedute, con la domanda di beni rifugio compensata dalle pressioni di apprezzamento del US$ e dal continuo aumento dei rendimenti sulla parte breve della curva dei Governativi USA.

 

 

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