Commodities

petrolio Il WTI  ha superato i 98$ al barile, influenzato positivamente dalla diminuzione delle scorte negli Stati Uniti, primo calo negli ultimi 11 mesi, e dall’annuncio di TransCanada Corp di voler iniziare l’attività nell’oleodotto Keystone XL il 3 gennaio, evento che dovrebbe risolvere la saturazione attualmente presente a Cushing. In controtendenza il Brent, che ha scontato i deludenti dati negativi sulla produzione industriale tedesca, scesa a ottobre dell’1.2% contro una crescita attesa dello 0.7%. La sovraperformance del WTI ha spinto lo spread WTI Brent sotto i 12 dollari al barile, minimo dell’ultimo mese. In crescita anche il gas naturale che continua a beneficiare delle temperature rigide negli USA.

In crescita i metalli industriali, spinti dai buoni dati sul mercato del lavoro USA e dall’aumento della domanda cinese: le importazioni di rame a novembre sono cresciute del 19% su base annua, mentre quelle di alluminio del 21%. Il comparto ha inoltre beneficiato delle notizie sulla volontà dell’Indonesia di bloccare le esportazioni di metalli.

In crescita anche i metalli preziosi con l’oro che, dopo aver toccato il minimo degli ultimi 5 mesi a 1210$ in seguito alla pubblicazione dei dati sul lavoro USA, si è riportato a 1250$, favorito dalla debolezza del dollaro e dalle attese di una ripresa della domanda fisica, visti gli attuali livelli di prezzo e l’avvicinarsi del capodanno cinese. Andamento eterogeneo per le materie agricole: in calo il grano, penalizzato dalla debolezza della domanda di esportazioni USA, mentre il mais è salito dell’1% favorito da movimenti di ricopertura e dai buoni dati sulle esportazioni USA.

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