Commodities

 Le ripercussione del passaggio dell’uragano Harvey continuano a dominare l’andamento del mercato petrolifero. Nonostante circa un quarto della capacità di raffinazione di petrolio degli USA sia stata chiusa negli ultimi giorni, la notizia che alcune raffinerie si preparano a ritornare in attività ha provocato il crollo del prezzo della benzina nella giornata di venerdì, che rimane comunque significativamente più alto dei livelli prevalenti a metà agosto. Inoltre il Dipartimento dell’Energia ha autorizzato il rilascio sul mercato per la prima volta dal 2012 di 5,3 milioni di barili di greggio delle scorte strategiche. Anche se l’attività non tornerà alla normalità prima di settimane, le quotazioni del petrolio si stanno rapidamente normalizzando, con il WTI tornato sopra quota 47 US$/barile, ai livelli precedenti l’arrivo dell’uragano. La batteria di indici PMI Manifatturieri globali migliore delle attese, ed in particolare di quello cinese, sta sostenendo il rally dei metalli industriali, con il rame tornato ai massimi da settembre 2014. Oro ancora in rialzo, grazie alla tensione geopolitica legata all’intensificarsi dell’attività militare della Corea del Nord, con il test della prima bomba H nel weekend, ed al dato inferiore alle attese sulla creazione di nuovi posti di lavoro negli USA nel mese di agosto, che ha indotto il mercato obbligazionario a non prezzare pienamente un rialzo dei tassi della Fed di 25 bp prima del primo trimestre 2019.

 

 

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