Commodities

 Le quotazioni del petrolio sono rimaste deboli nell’ultima settimana,intorno al livello tecnico importante di 49 US$/barile che rappresenta la media mobile a 200 giorni, sulla scia dell’incertezza sul vero stato del mercato fisico. Nel primo trimestre la produzione OPEC è stata di 32 milioni di barili al giorno, indicando un rispetto migliore del previsto dei tagli alla produzione concordati a novembre, mentre le importazioni cinesi destinate alle scorte strategiche sembrano essere aumentate. Ma il processo di smaltimento delle scorte a livello mondiale sembra andare a rilento, per cui le aspettative degli investitori rimangono concentrate sul vertice OPEC del 25 maggio, per il quale i rischio sono aumentati dopo le dichiarazioni poco concilianti di Iraq e Russia che lasciano intendere che il dibattito sarà acceso con l’avvicinarsi del meeting.

Positivi i metalli industriali, grazie al ritorno della propensione al rischio sui mercati finanziari dopo il risultato del primo turno elettorale francese e la notizia ieri di uno sciopero alla miniera indonesiana di Grasberg. È invece continuata la discesa dell’oro, che ha risentito della riduzione del premio per il rischio politico europeo a dispetto dell’indebolimento del US$.

Balzo delle commodities agricole, guidate dal frumento, dopo che le intense precipitazioni di pioggia e neve degli ultimi giorni creano rischi per i raccolti nel bacino del Mississippi. Inoltre il posizionamento ribassista da record sui mercati dei futures rende le quotazioni vulnerabili ad un ribalzo guidato dalle ricoperture.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.