Commento all’Europa

ue-bandiera La prima lettura degli indici PMI di ottobre, ha riservato qualche sorpresa positiva, con il PMI composito area Euro che è salito di due decimi, a 52,2 a fronte di attese a 51,5; il contributo positivo è arrivato dal settore manifatturiero (PMI 50,7 da 50,3), ed in particolare dal manifatturiero tedesco, il cui PMI è aumentato di quasi 2 punti, tornando sopra la soglia 50 (51,8). Stabile a 52,4 invece il PMI servizi area Euro, con quello tedesco in calo di quasi un punto, a 54,8. Per quanto riguarda la Francia, indici in leggero calo, soprattutto a causa del settore manifatturiero (PMI a 47,3 da 48,8). L’indagine di ottobre segnala che il rallentamento tedesco potrebbe essersi fermato a inizio autunno, anche se i dati rimangono su livelli abbastanza deboli. L’indagine IFO tedesca di ottobre, non ha confermato il rimbalzo segnalato dal PMI, scendendo ancora a 103,3 dal 104,7 di settembre e a fronte di attese per una relativa stabilità; in calo sia la componente relativa alle condizioni correnti (-2 punti a 108,4), che quella sulle aspettative (-1 punto a 98,3).

I livelli di IFO e ZEW sono coerenti con un PIL in modesta crescita (1-2 decimi trimestre su trimestre) e potrebbero mettere a rischio ribasso le stime di crescita della Germania. Dati misti per gli indici di fiducia europei. La fiducia dei consumatori dell’ area Euro è migliorata di tre decimi a -11,1, con un leggero progresso in Germania e un peggioramento in Italia (101,4 da 101,9, comunque in linea con le attese). Dati positivi invece per il sentment delle imprese, che migliora sia in Francia (97 da 96 quello del settore manifatturiero), che in Italia (96 da 95,5). Ancora negativi, infine, i dati sui consumi italiani, con le vendite al dettaglio, che ad agosto hanno fatto registrare una contrazione mensile di un decimo (quella annuale peggiora a -3,1%). Si tratta del quarto mese consecutivo di calo.

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