Commento sull’Europa

european countries - continent marked with flags I primi dati sull’inflazione di novembre evidenziano un calo di un decimo per i prezzi al consumo area Euro, che si attestano a +0,3% a/a dal +0,4% di ottobre, con la variazione mensile in calo di due decimi. L’effetto negativo è naturalmente arrivato dal calo dei prezzi dell’energia (movimento rafforzatosi oltretutto negli ultimi giorni), che si sono contratti dell’1,4% mese su mese; l’inflazione core è rimasta infatti stabile a +0,7% a/a. In Germania il CPI è sceso di 2 decimi sia sulla misura nazionale (+0,6% a/a da +0,8% a/a) che su quella armonizzata UE (+0,5% a/a), mentre in Italia i prezzi sono saliti di un decimo sulla misura nazionale (+0,2% a/a da +0,1% a/a) a causa di un balzo a sorpresa dei prodotti alimentari, probabilmente dovuta al clima più piovoso della media.

Nei prossimi mesi, comunque, i prezzi dovrebbero ancora scendere avvicinandosi alla soglia della stabilità anno su anno per l’area Euro, con punte anche più negative in Italia. Sono peggiorati i dati sulla disoccupazione italiana, che a ottobre ha toccato i massimi storici al 13,2%, in aumento di 3 decimi dal mese precedente. Stabile invece il dato relativo all’intera area Euro, all’11,5%. La seconda lettura degli indici PMI manifatturieri di novembre ha dato risvolti negativi, con una revisione al ribasso del dato area Euro di 3 decimi a 50,1, causato principalmente dalla Germania, il cui PMI manifatturiero è sceso di mezzo punto dalla prima lettura a quota 49,5, sotto quindi la soglia che segnala espansione. Bene invece il dato francese (48,4 da 47,6), mentre la prima lettura del PMI italiano ha confermato il 49 di ottobre.

Fiducia dei consumatori e delle imprese italiane manifatturiere di novembre hanno avuto un andamento differente, con la prima che ha nuovamente ritracciato scendendo di oltre 1 punto a 100,2, minimo da febbraio, e la seconda che è invece inaspettatamente migliorata di 2 decimi a 96,3. Il dettaglio complessivo dei dati ha mostrato comunque una realtà complessa, con la fiducia dei consumatori da cui emergono elementi positivi (il rialzo della componente aspettative per il futuro) e, al contrario, dettagli meno positivi per le imprese, con la fiducia dei servizi e del settore costruzioni ancora in calo. Da una lettura approfondita, comunque, sono emersi elementi che potrebbero preludere a una svolta positiva sui consumi nei prossimi mesi.

Indice di fiducia economica della Commissione Europea sostanzialmente stabile a novembre, a 100,8; si tratta di livelli coerenti con una crescita in linea con quella del 3Q. Dati sui consumi ancora volatili a ottobre, con le vendite al dettaglio tedesche che sono ampiamente rimbalzate (+1,9% m/m) dopo il netto calo di settembre, e la spesa al consumo francese che è invece scesa (-0,9% m/m, dopo aver perso mezzo punto il mese prima), portando il dato anno su anno in negativo.

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