Commento alle commodities

imagemtop1_B Quotazioni ancora in calo per il petrolio, con il WTI sceso sotto gli 81$ al barile. A penalizzare ulteriormente il WTI, ha contribuito la riduzione delle attività di alcune raffinerie nel Midwest e nel Golfo del Messico, che hanno favorito l’aumento delle scorte presso Cushing. Più limitato il calo del Brent che ha beneficiato della

notizia della diminuzione a settembre dell’offerta di greggio da parte dell’Arabia Saudita. La riduzione tuttavia non riguarda la produzione, che a settembre è cresciuta, e potrebbe essere stata influenzata dall’aumento delle scorte o dal calo della domanda interna. La brusca reazione al dato, testimonia il forte

posizionamento short del mercato. Le temperature sopra la media negli Stati Uniti e il continuo aumento degli storage, hanno penalizzato il gas naturale che, nell’ultima settimana, ha perso poco meno del 4%.

Andamento positivo per i metalli di base, spinti dalle ricoperture delle posizioni corte, che si sono verificate in seguito alla pubblicazione della stima HSBC sul PMI manifatturiero cinese e dei jobless claims. Il rame ha inoltre beneficiato degli scioperi che hanno interessato la miniera di Grasberg in Indonesia (terza miniera al mondo). In controtendenza il nickel, che ha perso oltre il 3%. Il rafforzamento del dollaro e la diminuzione della volatilità sui mercati, hanno penalizzato il comparto dei metalli preziosi, con l’oro che è sceso sotto i 1225$.

Tendenzialmente positive le materie agricole: crescono le quotazioni della soia e del mais, spinte dal ritardo dei raccolti negli Stati Uniti e dalla mancanza di precipitazioni in Brasile. In controtendenza lo zucchero, che ha scontato l’aumento dell’attività di macinazione in Centro e Sud America.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.