Commento alle commodities

aertsen Settimana in calo per il mercato petrolifero che ha risentito del generale clima di avversione al rischio sui mercati, delle prese di profitto dopo il rally delle scorse settimane e dell’apprezzamento del dollaro verso le principali altre valute. L’ondata di freddo che ha colpito gli Stati Uniti ha favorito la sovra performance del WTI, con lo spread sul Brent sceso sotto i 9 dollari (minimo degli ultimi 2 mesi). Il report settimanale elaborato dal DOE ha evidenziato una forte crescita delle scorte, salite di 6.4 milioni di barili al giorno rispetto ai +2.5 milioni attesi. Positivo l’andamento del gas naturale che la scorsa settimana ha segnato il nuovo massimo da marzo 2012 a 5.56$, per poi ritracciare in area 5$.

I timori che un rallentamento delle economie emergenti possa influenzare negativamente la domanda hanno penalizzato i metalli industriali, tutti in territorio negativo. Il rame è sceso sotto i 320$, indebolito dagli ultimi dati sul PMI manifatturiero cinese, sceso a gennaio a 50.5 punti. In calo anche il comparto dei metalli preziosi, ad eccezione dell’oro che è rimasto pressoché stabile. Il metallo giallo, dopo essersi portato sotto i 1240$ in seguito alla decisione del FOMC di continuare il processo di “tapering”, è risalito sopra i 1250$ spinto dalle incertezze sui mercati. Andamento eterogeneo per le materie agricole.

In crescita il grano e la soia, favoriti rispettivamente dal buon andamento delle esportazioni USA e dalle previsioni che il clima secco previsto per le prossime due settimane in Brasile possa penalizzare i raccolti ancora immaturi. In calo il grano, che continua a scontare l’ampia offerta a livello globale.

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