Commento sul debito dell’Indonesia

 Indonesia

 

  • Rispetto ad altri Paesi Emergenti di simili dimensioni, l’economia dell’Indonesia ha registrato una crescita sostenuta nel (+5% rispetto al 2015), seppur inferiore alle attese iniziali. In particolare nel secondo semestre la combinazione di austerità fiscale e continua frenata degli investimenti privati legati al settore delle materie prime sembra aver pesato sull’attività economica, mentre la spesa per consumi privati è rimasta relativamente robusta. Dopo aver tagliato i tassi aggressivamente di 150 bp nel corso del 2016, la Banca Centrale ha recentemente segnalato una linea di politica monetaria neutrale, sia per considerazioni di stabilità finanziaria in uno scenario internazionale potenzialmente complicato per l’Indonesia, sia perché l’inflazione dovrebbe tornare a salire per effetto dell’aumento delle tariffe dei servizi pubblici.
  • L’Indonesia è una delle storie idiosincratiche più positive tra i Paesi Emergenti. Il Governo si è impegnato in modo credibile in una serie di riforme strutturali volte a migliorare il clima d’impresa nel Paese ed è stato avviato un programma di investimenti infrastrutturali, con l’obiettivo di rifocalizzare l’economia dalla produzione di materie prime al settore manifatturiero, di attirare investimenti dall’estero e riattivare quelli privati. L’impegno del Governo su questo fronte è stato recentemente confermato dalla nomina di rispettati tecnocrati in alcune posizioni chiave. La bilancia delle partite correnti ha un deficit ormai relativamente stabile intorno al 2%, mentre il rispetto della regola del deficit pubblico massimo al 3% del PIL è molto rigoroso. Il recente aumento dei prezzi di alcune delle principali commodities di esportazioni del Paese (carbone, metalli e olio di palma), inoltre, dovrebbe supportare la bilancia dei pagamenti (l’indebitamento estero è relativamente elevato) in un contesto internazionale meno favorevole di apprezzamento del US$ e tassi USA al rialzo.
  • Il sentiment positivo sull’Indonesia ha sostenuto una significativa sovraperformance del credito sovrano nel 2016 rispetto agli altri emittenti confrontabili, superando rapidamente gli occasionali episodi di volatilità (legati principalmente a vicende internazionali, da ultimo la vittoria elettorale di Trump). Agli attuali livelli di 197 bp di spread EMBIG, l’Indonesia è prossima ai minimi pre «taper-tantrum» del 2013 e sconta probabilmente già l’upgrade di S&P a investment grade nel corso del 2017. La view sul credito sovrano è positiva in considerazione della buona salute dei conti pubblici, della crescita economica attesa in miglioramento nel 2017 e della credibilità del Governo nel proseguire sul percorso di riforme strutturali ma agli attuali livelli lo spread non sono attraenti per nuove posizioni, poiché offrono poca protezione dai fattori di rischio, rappresentati dall’andamento dei mercati internazionali e l’eccessivo sovrappeso degli investitori esteri.

 

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