Commento sui mercati valutari

 Dopo aver rintracciato in gennaio circa metà del rally post vittoria elettorale di Trump, Il Dollar Index ha recuperato terreno nell’ultima settimana. La notizia di una conversazione telefonica amichevole tra il Presidente Trump ed il Presidente cinese XI Jinping ha probabilmente contribuito ad alleviare i rischi di iniziative protezionistiche, mentre l’annuncio di Trump con un tweet che nelle prossime settimane sarà messo a punto un piano fiscale “fenomenale” (citato) ha riacceso i trade legati alla “Trumpflation” (tra cui l’apprezzamento del US$), che stavano languendo per l’assenza negli ultimi due mesi di informazioni sulle politiche economiche pro-crescita promesse in campagna elettorale. La forza del US$ sembra tuttavia concentrata principalmente contro Euro (a differenza della prima fase di Trumpflation in cui yen giapponese e valute emergenti sono state sotto forte pressione al ribasso), riflettendo probabilmente un crescente premio politico con l’avvicinarsi delle elezioni in Olanda e Francia, l’avanzata nei sondaggi sulle elezioni tedesche della SPD (che può costringere a rivedere le previsioni sulla situazione politica tedesca, anche se in questo caso rimarrebbe comunque filoeuropea) e la nuova turbolenza dei negoziati per l’erogazione della tranche del piano di salvataggio della Grecia. EUR/US$ in conseguenza è sceso velocemente da 1,08 a 1,06 e potrebbe puntare a 1,04 nelle attuali condizioni di mercato. Sul fronte delle Banche Centrali, la Reserve Bank of India ha sorpreso tutti mantenendo i tassi invariati e cambiando l’orientamento della politica monetaria da accomodante a neutrale, determinando un significativo rally della rupia indiana. Il dollaro australiano sta continuando a beneficiare del rally dei prezzi dei metalli industriali e della linea più neutrale di politica monetaria della Reserve Bank of Australia. Debole il dollaro neozelandese dopo che la Banca Centrale ha cambiato l’outlook a neutrale ma ha segnalato l’intenzione di mantenere i tassi agli attuali bassi livelli per lungo tempo.

 

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