Commento sui mercati valutari

 La riduzione del premio per il rischio politico europeo dopo l’elezione di Macron in Francia e la speculazione crescente su un cambio di linea di politica monetaria della BCE già dal prossimo meeting di giugno continuano a sostenere l’Euro sul mercato valutario. Il venir meno delle sorprese positive sui dati macroeconomici USA ed una crescente incertezza politica dopo il siluramento del direttore dell’FBI, con il rischio che possa evolversi in uno scandalo in grado di danneggiare la Presidenza, stanno invece pesando sul US$. Di conseguenza nell’ultima settimana il Dollar Index è sceso ai minimi di novembre 2016, immediatamente dopo l’elezione di Trump, con un ritracciamento del 5% dai massimi di gennaio e con una capitolazione delle posizioni rialziste di US$ sul mercato dei futures, mentre EUR/US$ sta rompendo al rialzo quota 1,10.

Tra le altre divise, la Banca Centrale della Nuova Zelanda ha sorpreso gli investitori mantenendo nell’ultimo meeting i tassi all’1,75% con un orientamento neutrale ma continuando a vedere rischi al ribasso; in conseguenza NZD ha perso terreno ed è nuovamente ai minimi da inizio anno contro US$ ed Euro. Debole il dollaro canadese dopo che le difficoltà di una società di credito al consumo hanno indotto Moody’s a tagliare il rating di tutte le banche canadesi su crescenti rischi di bolla creditizia.

L’andamento delle materie prime continua a determinare ampie oscillazioni tra le valute commodity-related ed il rialzo di petrolio e metalli degli ultimi giorni, unitamente alla debolezza del US$ che favorisce le valute ad alto rendimento, ha riportato significativi acquisti su NOK, RUB, ZAR e BRL.

 

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