Commento mercati valutari

 La BCE non ha aggiunto nuove informazioni sul percorso di normalizzazione della politica monetaria nel meeting della scorsa settimana, ed è anzi sembrata più accomodante del previsto, rimanendo vaga sulla tempistica (da qualche parte in autunno) e lasciando intendere che la progressiva riduzione degli acquisti di bond potrebbe trascinarsi più a lungo del primo semestre del 2018 (che è il consenso degli investitori). La Banca Centrale, tuttavia, non è stata particolarmente ostile all’apprezzamento dell’Euro e questo è stato interpretato dai mercati come un via libera per la sua prosecuzione, che ha trascinato anche le divise satelliti come le corone scandinave, il franco svizzero e dell’Europa dell’Est. Nel frattempo l’incertezza legata alle vicende politiche domestiche USA sta probabilmente favorendo la formazione di un premio per il rischio che, unitamente alle scarse probabilità che la Fed annunci novità nel meeting di questa settimana, sta pesando sul US$. Come conseguenza, il Dollar Index è sceso ancora a livelli che non vedeva da agosto 2016, mentre EUR/US$ si è impennato sfondando quota 1,16. Nonostante il movimento sembri eccessivo sotto diversi punti di vista, considerando la turbolenza a Washington e la  difficoltà di trovare catalizzatori sufficientemente forti, è improbabile che si arresti rapidamente, a meno che la Fed non sorprenda con una retorica più restrittiva del previsto. A differenza della BCE, la Reserve Bank of Australia, pur suonando meno accomodante, ha manifestato chiaramente la sua ostilità all’apprezzamento del dollaro australiano, fermandolo poco sotto i livelli massimi contro US$ da metà 2015. La generale debolezza del US$ sostiene le valute emergenti, guidate dal real brasiliano, dopo che il Congresso ha approvato la riforma del mercato del lavoro. Nonostante la Bank of Japan abbia spostato ancora il suo target di inflazione in avanti nel tempo, l’avversione al rischio alimentata dalle vicende politiche USA ha sostenuto lo yen contro US$ e lo ha tenuto stabile contro Euro.

 

 

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