Commento mercati valutari

L’indebolimento del US$ sembra essersi fermato nell’ultima settimana, complice anche l’assenza di dati macroeconomici significativi, con i mercati focalizzati sugli eventi politici negli USA e nel resto del mondo in attesa della riunione della Fed. Dall’audizione al Congresso dell’ex direttore dell’FBI Comey non sono giunte minacce esplicite per la sopravvivenza della Presidenza Trump, anche se lasciano ampio margine per le indagini del procuratore speciale Mueller. La riduzione del rischio politico USA e l’avanzata al Congresso della riforma della normativa bancaria Dodd-Frank ha sostenuto il US$, ma l’impatto su EUR/US$ non è stato significativo poiché, in linea con le attese, la BCE ha modificato in neutrale la linea di politica monetaria. Il FOMC di domani dovrebbe fornire un messaggio simile a quello della BCE: prosecuzione della normalizzazione della politica monetaria con un rialzo dei tassi di 25 bp, ma toni più accomodanti alla luce dell’incertezza sui recenti dati macroeconomici USA e sulla politica economica dell’Amministrazione Trump.Le elezioni britanniche sono state l’evento principale dell’ultima settimana. Contrariamente alle aspettative, il Partito Conservatore ha perso la maggioranza dei seggi alla Camera dei Comuni. Per la situazione politica interna si apre un periodo di caos in cui la leadership del Primo Ministro Theresa May può essere messa in discussione, anche se il Partito Conservatore potrebbe essere in grado di formare un Governo di coalizione, seppur con una maggioranza risicatissima. La reazione immediata è stata un brusco ribasso della sterlina, il cui outlook diventa più incerto dal momento che il suo driver principale, cioè il percorso della Brexit, è ora molto più imprevedibile. Se gli investitori scontavano un percorso relativamente agevole verso la “hard Brexit”, implicando sterlina forte a breve termine ma debole a lungo, ora vi è una probabilità non trascurabile di una “soft Brexit” ma dopo un percorso molto più accidentato, con debolezza della sterlina a breve termine ma più forte a lungo termine. Un’inattesa retorica meno accomodante da parte della Bank of Canada ha determinato vaste ricoperture sulle posizioni ribassiste sovraffollate sul dollaro canadese, che ha nella seduta odierna sta guadagnando quasi il 2% contro US$.

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