Commento ai mercati valutari

camval Il dollaro è stato al centro dell’attenzione del mercato valutario negli ultimi giorni, grazie agli importanti appuntamenti della settimana scorsa che hanno provocato significativi movimenti di mercato. Quello che è stato letto come il rafforzamento delle guidance di politica monetaria espansiva della BCE nel suo meeting di giovedì scorso aveva inizialmente spinto EUR/USD ai minimi da dicembre testando l’area 1,3550, ma il movimento è stato corretto bruscamente con la pubblicazione dei dati sui nonfarm payrolls americani di venerdì.

Benché sia probabilmente poco attendibile essendo distorto dalle festività e da fattori climatici, il mix di nuove buste paga non agricole e tasso di disoccupazione entrambi largamente più bassi delle attese ha provocato un rapido repricing nel mercato obbligazionario USA che ha prezzato la probabilità di rallentamento del tapering, spingendo al ribasso i rendimenti dei Treasuries. Il dollaro ha conseguentemente perso terreno contro le principali valute dei Paesi Sviluppati. L’appuntamento importante è a questo punto il FOMC di fine mese, dove il consenso punta ad un nuovo taglio del quantitative easing di 10 miliardi US$ al mese se prevarrà l’idea che la distorsione nei nonfarm payrolls sia solo temporanea.

L’avvicinarsi del tasso di disoccupazione al target del 6,5% in tempi così ravvicinati, unitamente al flusso di dati macroeconomici USA ancora positivi nel loro complesso (anche se quelli di gennaio saranno nuovamente distorti dagli effetti del vortice polare degli scorsi giorni) potrebbe però indurre i mercati finanziari ad aumentare la pressione sulle guidance di lungo termine della Fed, un processo da considerarsi positivo per il US$ e negativo per le valute emergenti, che invece avevano beneficiato post-payrolls.

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