Commento mercati obbligazionari

Sul fronte europeo, il mantra di Draghi incentrato sulla prudenza, ridondante negli ultimi discorsi (riunione BCE di luglio compresa) pare aver centrato l’obiettivo di preparare i mercati ad un progressivo cambio di rotta monetaria convincendo gli operatori che i rischi sulla crescita sono ormai bilanciati e l’obiettivo di inflazione di medio termine al 2% è solo questione di tempo.

Inoltre grazie allo status quo sull’attuale programma di riacquisto titoli con ogni decisione rimandata dopo l’estate ha evitato riposizionamenti disordinati sul mercato del fixed income.

Le emissioni periferiche area euro tornano sotto la lente: rendimento del decennale italiano sceso in area 2,10% con spread vs il Bund attestatosi a 155 bp.

A sostegno del debito nazionale va l’ultimo aggiornamento  del World Economic Outlook del FMI, nel quale nel mantenere invariate le stime a tutto il 2017 e 2018 ha migliorato le aspettative di crescita del PIL italiano alzando quelle del 2017 a +1,3%, mezzo punto percentuale sopra le precedenti guidance.

Sul fronte ellenico, alla revisione al rialzo a positivo dell’outlook sul debito da parte di S&P, segue l’emissione odierna a 5 anni con rendimento atteso al 4,75% ed una size che dovrebbe raggiungere i 4 € mld; contemporaneo il riacquisto della scadenza  aprile 2019 sul secondario. Sul fronte statunitense tassi poco mossi su tutta la curva in attesa dell’imminente FOMC.

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