Commento mercati obbligazionari

Le vendite sul reddito fisso governativo hanno registrato una pausa nell’ultima settimana, guidate dai Treasuries USA, il cui rendimento sulla scadenza decennale è diminuito di 4 bp al 2,32%, mentre il rendimento del Bund decennale ha continuato a salire testando la soglia dello 0,60% prima di ritracciare allo 0,58%. Le audizioni parlamentari della Governatrice della Fed Yellen sono state generalmente interpretate come “dovish” dagli investitori, continuando a caratterizzare positivamente lo scenario di crescita economica ma accentuando l’incertezza sull’andamento dell’inflazione. Il dato di venerdì sull’andamento dei prezzi al consumo negli USA in giugno sembra confermare questa cautela, essendo risultato inferiore alle attese per il quarto mese consecutivo. Inoltre Yellen avrebbe lasciato intendere che il processo di riduzione del bilancio della Fed è più legato alla crescita dell’economia mentre quello di rialzi dei tassi dipende più strettamente dall’andamento dell’inflazione, con l’effetto di rafforzare le aspettative di un annuncio del “tapering” dei reinvestimenti del portafoglio titoli in settembre (ma secondo alcuni addirittura nel FOMC di fine luglio) e di ridurre la probabilità di un rialzo prima di dicembre (prezzata ora al 40% rispetto al 10% su settembre). Il meeting della BCE di giovedì può facilmente determinare un aumento della volatilità sui mercati obbligazionari nei prossimi giorni, dal momento che gli investitori sembrano sottostimare la possibilità che il Governatore Draghi fornisca un messaggio meno restrittivo del previsto. Considerando la retorica più accomodante della Fed, la forza dell’Euro negli ultimi 2 mesi e l’annunciato intervento di Draghi al simposio dei banchieri centrali di Jackson Hole in agosto, il meeting di luglio non sembra l’occasione più adatta per annunciare la riduzione del “quantitative easing” ed il comunicato del meeting potrebbe essere modificato solo marginalmente in vista di interventi più sostanziali negli eventi successivi.

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