Commento economia statunitense

  • Le aspettative sull’andamento dell’economia USA si sono fatte più incerte nell’ultimo mese a causa dell’accumularsi di sorprese negative sui dati macroeconomici e della crescente divergenza tra gli indicatori di fiducia (che sono coerenti con una crescita del PIL superiore ad un ritmo annuo del 3% nel 1Q 2017) e gli indicatori di attività reale (che puntano ad un più modesto 1%). Non è chiaro se sulla forza dei primi vi sia un effetto Trump, che dopo le ultime vicende politiche, sembra meno solido del previsto, e se sulla debolezza dei secondi pesino noti effetti statistici o le tempeste di neve.
  • Certamente la spesa per consumi è stata molto debole all’inizio del 2017 ed i forti contributi di segno opposto di bilancia commerciale e scorte che tendono ad invertirsi da un trimestre all’altro rendono difficile calibrare le stime di crescita a breve termine. A medio termine, tuttavia, il quadro rimane più rassicurante e punta ad un rimbalzo dell’attività economica già dal 2Q, ad un ritmo annuo intorno al 3%. I dati sugli ordinativi sono rimasti solidi, soprattutto quelli di beni capitali, a conferma che la rotazione dalla spesa per consumi a quella delle imprese è in pieno svolgimento. Anche dopo la sorpresa negativa di marzo, il ritmo medio di 177.000 nuovi posti di lavoro al mese nel 1Q indica un mercato del lavoro solido ed un’economia che cresce ben oltre il potenziale. La relativa stabilità dei mercati degli asset rischiosi USA sembra supportare questa view macroeconomica positiva.
  • Gli investitori hanno invece rivisto al ribasso drasticamente le aspettative di cambiamenti di politica economica. Il fallimento della riforma sanitaria ha segnalato che le prospettive di significative riforme sono molto più basse del previsto e dovranno essere riviste alla luce del rimpasto nell’Amministrazione e del cambio di tono su alcuni fronti.

 

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