Commento ai dati dell’ Europa

euro-havans-wovow_org-00La stima preliminare dell’inflazione di giugno area Euro ha confermato il +0,5% a/a per i prezzi al consumo (+0,8% a/a da +0,7% a/a per quelli core), con un aumento dei prezzi energetici che ha compensato il calo dell’alimentare. Sui singoli paesi si è avuta una sorpresa positiva in Germania, dove il CPI è aumentato di un decimo a +1% nella misura annuale, mentre in Italia (CPI +0,3% a/a dal +0,5% di maggio, minimo dal 2009) e Spagna (prezzi fermi rispetto al +0,2% del mese prima) l’andamento dei prezzi ha ancora stupito verso il basso, alimentando le paure di deflazione. Secondo il consensus, il periodo estivo dovrebbe rappresentare il punto di minimo per l’inflazione europea, che tornerebbe a salire nell’ultima parte dell’anno.

La disoccupazione della zona Euro sì è mantenuta all’11,6% a maggio, con l’unico aumento tra i paesi maggiori quello dell’Italia, dove il tasso dei senza lavoro è salito di un decimo al 12,6%. Si mantiene sui minimi dell’Eurozona la Germania, stabile al 10,1% la Francia e al 25,1% la Spagna, in calo il Portogallo al 14,3%.

euro-havans-wovow_org-00 Indici di fiducia e dati sui consumi positivi nell’ultima settimana, con la fiducia dei consumatori che è migliorata in Germania e Francia e si è mantenuta vicina ai massimi degli ultimi 4 anni in Italia, e le vendite al dettaglio che hanno sorpreso in positivo sia in Italia (aprile +0,4% m/m, anche se probabilmente influenzati dal calendario per le festività pasquali), Germania (+1,9% m/m a maggio) e Francia (spesa al consumo +1% m/m a maggio, anche grazie al progresso dei consumi energetici).

Tra gli altri indici di sentiment, leggero calo per la fiducia economica elaborato dalla Commissione Europea (102 da 102,6), che si mantiene su livelli elevati anche se continuano a persistere sacche di debolezza soprattutto in alcuni settori (costruzioni, manifattura tedesca colpita dalla crisi ucraina, e aumento sui massimi dal 2011 invece per la fiducia delle imprese manifatturiere italiane (100 da 99,8 di maggio), che hanno beneficiato di un recupero degli ordinativi e della produzione soprattutto sul fronte interno. Frazionale revisione al ribasso, infine, per il PMI manifatturiero di giugno, 51,8 da 51,9 per l’area Euro (-6 decimi invece quello italiano, a 52,6).

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