Commento ai cambi

imagesSMA2AY9G In una settimana caratterizzata da bassa liquidità e negoziazioni ridotte per le festività pasquali, il mercato valutario è stato guidato principalmente dal flusso di dati macroeconomici americani e dall’evoluzione della situazione in Ucraina. Negli Stati Uniti gli indicatori economici (in particolare vendite al dettaglio, produzione industriale e sussidi di disoccupazione) sembrano indicare una decisa accelerazione dell’attività economica nel secondo trimestre, inoltre l’inflazione di marzo è risultata superiore alle attese, esercitando pressioni al rialzo sui rendimenti dei Treasuries. Il flusso di notizie sul fronte dell’Ucraina è rimasto complessivamente negativo, soprattutto dal momento che l’accordo di giovedì tra EU, USA, Ucraina e Russia non sta venendo rispettato dai separatisti filo-russi.

I dati economici complessivamente migliori delle attese e le folate di avversione al rischio legate alla crisi ucraina stanno sostenendo il dollaro, che contro Euro è rimasto intorno a quota 1,38 ed ha recuperato terreno anche contro le valute emergenti. Il permanere dei principali cross all’interno di trading range sta inoltre continuando a comprimere la volatilità, che, con l’eccezione di quella dei Paesi Emergenti, è ormai prossima ai minimi pre-crisi del 2007.

Un’interessante rotazione è in corso da circa un mese tra le valute degli antipodi. Il tema della forza del NZD e della debolezza dell’AUD ha dominato tutto il 2013 sull’aspettativa che la solida crescita economica avrebbe presto spinto la Banca Centrale della Nuova Zelanda ad aumentare i tassi d’interesse, mentre la fine del ciclo di investimento del settore minerario e la debolezza dell’economia cinese avrebbero costretto la Reserve Bank of Australia a rimanere espansiva per lungo tempo.

Recentemente però la discesa dei prezzi del latte (una delle principali esportazioni della Nuova Zelanda) e l’inflazione del primo trimestre inferiore alle attese ha pesato sul NZD, mentre AUD sembra avere ormai prezzato il rallentamento cinese e la Banca Centrale australiana non sembra spingere sulla svalutazione del cambio, sostenendo il dollaro australiano. Il trend al rialzo di AUD/NZD ha tuttavia subito una brusca battuta d’arresto dopo il dato sull’inflazione australiana del 1Q inferiore alle attese, che ha moderato le aspettative sul futuro percorso dei tassi d’interesse.

La sterlina rimane solida e contro Euro ha toccato i massimi dall’inizio del 2013 sfiorando quota 0,82. Il flusso dei dati macroeconomici britannici rimane solido e, nonostante la discesa dell’inflazione in marzo all’1,6%, i mercati finanziari stanno continuando a prezzare una tempistica più ravvicinata per il primo rialzo dei tassi della Bank of England, soprattutto ora che il tasso di disoccupazione sotto il target del 7% delle vecchie guidance, sostenendo la valuta

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