Commento ai cambi

manipolazione-valute-258 La dinamica più rilevante sul mercato dei cambi nelle ultime settimane è il continuo declino della volatilità valutaria, che è pari a 6,3 punti per le divise dei Paesi Sviluppati, superiore di poco più di mezzo punto al minimo storico del 2007. La discesa è tanto più evidente in confronto alla volatilità di altri asset come la Borsa USA (rimasta in range dall’inizio dell’anno) o i Treasuries (in riduzione, ma meno precipitosa). Una possibile spiegazione è l’incertezza degli investitori sull’azione delle principali Banche Centrali, con le guidance qualitative della Fed che necessitano di una migliore calibratura, la riluttanza della BCE ad agire a fronte di significativi rischi deflazionistici e l’atteggiamento reattivo della Bank of Japan a dispetto delle attese di maggior proattività. La difficoltà nel prevedere la direzione della politica monetaria, unita all’inattesa debolezza dell’economia mondiale nel primo trimestre ed alle occasionali esplosioni di rischi geopolitici, ha congelato i mercati e mantenuto bassi i rendimenti dei titoli di Stato USA, sostenendo le strategie di carry trade valutario. Agli attuali bassi livelli di volatilità tuttavia, i rischi per queste strategie diventano sempre più asimmetrici, soprattutto dopo i segnali di “disgelo” dell’economia USA delle ultime settimane e con la possibilità di sorprese positive sui dati più “pesanti” in uscita questa settimana dagli USA (come ISM e nonfarm payrolls) che possono destabilizzare il mercato obbligazionario.

 Il dollaro non è riuscito a beneficiare del riaccendersi della tensione in Ucraina, le cui conseguenze negative sono in gran parte circoscritte agli asset dei Paesi direttamente coinvolti. Dal momento che il FOMC di oggi dovrebbe essere un “non-evento”, l’attenzione è concentrata sul meeting della BCE della prossima settimana, soprattutto dopo che l’inflazione europea di aprile inferiore alle attese ha riacceso la speculazione sulla possibile adozione di nuove misure espansive. Su EUR/US$ i livelli da monitorare sono 1,3860/1,39/1,3960 prima della soglia psicologica di 1,40. La retorica della BCE contro l’apprezzamento dell’Euro può aumentare con il superamento di queste resistenze.

 Il rally delle valute emergenti ha perso vigore ora che la sua componente tecnica, legata alle ricoperture dei sottopesi ed alla chiusura delle posizioni corte, è terminata. Con le valutazioni non più depresse, il riaccendersi della crisi in Ucraina ed il miglioramento atteso dell’economia cinese ormai prezzato, affinché il rally possa estendersi è necessario un miglioramento del ciclo economico dei Paesi Emergenti che per il momento non sembra all’orizzonte. Inoltre il passaggio alle guidance qualitative della Fed non si sta rivelando agevole ed i rendimenti dei Treasuries dovrebbero puntare al rialzo con il «disgelo» dell’economia USA, creando condizioni meno favorevoli per gli asset Emergenti. Vi è soprattutto il rischio che la debolezza delle economie locali, le pressioni politiche ed il limitato impatto sull’inflazione dalle recenti svalutazioni creino l’incentivo per rilassare la politica monetaria.

 La continua tensione in Ucraina continua a pesare sul rublo e le ricadute negative sull’inflazione e sull’economia dalla debolezza della valuta e dal deflusso di capitali dalla Russia hanno spinto la Banca Centrale russa ad alzare il tasso di riferimento di 50 bp al 7,5%. Anche lo zloty polacco ha iniziato a risentire negativamente della crisi prolungata, essendo la Polonia il Paese dell’Unione Europea più esposto su Russia e Ucraina attraverso il canale della bilancia commerciale.

 La corona norvegese è rimasta debole, nonostante le sue caratteristiche cicliche, riflettendo l’andamento in range del petrolio Brent. Il recente miglioramento del flusso di dati macroeconomici, con una ripresa del settore immobiliare (spesso indicato a rischio di scoppio di una bolla speculativa), buona attività economica e inflazione sopra i target sta lentamente riprezzando al rialzo i tassi d’interesse, ma l’impatto sulla divisa non si ancora manifestato.

 

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.