Commento ai cambi

Banqueiro-283x300 Le Banche centrali mondiali, in piena attività, continuano a guidare i mercati.

In particolare l’attenzione degli operatori è focalizzata sulle indiscrezioni che giungono dalla Fed, che sulla base della situazione economica corrente potrebbe essere la prima ad avviare il rientro della politica monetarie espansiva.

E’ probabile che si continuerà con largo anticipo a preparare il terreno per la cosiddetta exit strategy della FED con il duplice obiettivo: di evitare che la Borsa con un movimento “irrational exuberance” si porti in tempi troppo rapidi a livelli pericolosamente alti; e di far sì che nel momento in cui prenderà effettivamente avvio l’azione di rientro della politica monetaria espansiva questa sia stata adeguatamente metabolizzata dal mercato.

Al di là di questa azione “preparatoria”, riteniamo che la politica monetaria della FED sia destinata a restare largamente espansiva per un discreto lasso di tempo, tanto più in presenza di una politica fiscale chiaramente restrittiva e di assenza di pressioni inflazionistiche.

L’aumento delle probabilità che la Federal Reserve possa ridurre il QE entro la fine del 2013 sta dando forza al dollaro, in apprezzamento contro tutte le principali valute.

Il Dollar Index, che mostra il valore del dollaro statunitense in relazione ad un paniere di valute straniere (EUR, JPY, GBP, CAD, SEK, CHF), sta rompendo un livello di resistenza importante in area 84,10. Il cross EURUSD ha rotto al ribasso quota 1,30 che rappresentava il limite inferiore del trading range dove si è mosso per diverse settimane, proseguendo fino al successivo supporto a 1,28, la rottura di quest’ultimo spingerebbe il cambio verso 1,2660. Le proiezioni delle maggiori case d’investimento vedono il cross EURUSD ad 1,20 per fine anno.

Prosegue la debolezza dello yen a seguito della conferma della BoJ su quanto detto nel meeting di Aprile. Lo scenario è di moderata ripresa, con un aumento delle aspettative di inflazione, che tuttavia non tornerà positiva fino alla fine dell’anno a seguito delle dichiarazioni della Bank of Japan. Le quotazioni dello yen sono rimaste pressoché invariate contro dollaro, gli spunti principali per il cambio proverranno nel breve soprattutto dagli USA.

La sterlina si è indebolita ieri a causa del dato sull’inflazione, scesa in aprile più delle attese: da 2,8% a 2,4% contro il consenso a 2,6%. L’aumento della probabilità che la BoE decida di espandere ulteriormente la politica monetaria grazie ad uno scenario inflattivo più benevolo hanno indebolito il cambio. Il dato sulle vendite al dettaglio pubblicato oggi è risultato anch’esso più basso delle aspettative e le Minute della BoE continuano a mostrare tre membri votanti a favore dell’aumento dell’APF.

I metalli di base e preziosi stanno subendo una forte correzione. gli investitori stanno vendendo oro in favore di asset a più alto rendimento; inoltre la domanda di fisico proveniente dall’India è destinata a ridursi in quanto il governo per non gravare sul deficit commerciale ha deciso di imporre una nuova tasse sulle importazioni. A nostro avviso un rimbalzo delle quotazioni in area 1400 rappresenta una buona opportunità di vendita.

Generalmente deboli contro USD le valute emergenti e legate alle commodities, che continuano a non beneficiare del più ampio rally degli asset rischiosi. Il nuovo taglio dei tassi da parte della Banca Centrale ha fortemente penalizzato la lira turca, che nell’ultima settimana ha ceduto quasi 5 figure contro USD a dispetto dell’upgrade del rating sovrano ad investment grade da parte di Mooby’s. continuiamo ad essere positivi sullo MXN grazie ai processi di riforme strutturali avviati e all’aggancio con l’economia degli Stati Uniti. Sotto pressione lo ZAR dove la debolezza delle materie prime e dei metalli preziosi ha innescato una nuova ondata di scioperi.

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