COME I “BANKSTERS” STANNO SALVANDO SE STESSI

imagesIl risanamento del sistema bancario fallito è a spese di un sistema reale sempre più in affanno

L’ANALISI: in economia non esiste il pasto gratis e prima o poi vi sarà un punto di rottura

La parola “banksters”, deriva dalla fusione di “bank” e “gangsters”, un nomignolo coniato in questi anni di ricorrenti illeciti finanziari e spesso utilizzato dai mezzi d’informazione ad ogni affaire illecito che emergeva, come ad esempio lo scandalo Libor o comunque per identificare un ipotetico rapporto collusivo all’interno del sistema finanziario.

Il sito indipendente “Ludwig Von Mises Italia”, i cui contenuti sono in genere studi di carattere economico-giuridico basati sui principi economici della scuola austriaca, ha pubblicato recentemente un’interessante analisi in merito al grande salvataggio che continua ad essere operato dietro le quinte, passando oramai quasi inosservato, a beneficio del sistema bancario.

Nel pezzo consultabile sul sito www.vonmises.it a firma di Francesco Carbone, emerge una precisa disamina su come dal 2008 ad oggi si è potuto impedire il collasso sistemico grazie all’intervento delle banche centrali.

Di fatto il risanamento è stato in parte realizzato in questi anni e continua ad essere perseguito, attraverso una serie di interventi sequenziali che sono sintetizzati nei seguenti quattro punti.

1° FORNIRE LIQUIDITA’

Innanzitutto si è dato alle banche le riserve monetarie di cui erano ampiamente sprovviste, avendo queste abusato oltremodo della leva finanziaria fornita dalla riserva frazionaria e da altre modalità operative (shadow banking) nel periodo pre Lehman. Questo tramite l’acquisto di debiti tossici, titoli illiquidi, titoli di Stato, nonché elargendo prestiti a lungo termine a condizioni agevolate ecc.

2° ELEVARE LE RISERVE

Ai primi segnali di riacquisita confidenza e seppur l’avversione al rischio indotta dalla crisi economica reale avesse imbrigliato spontaneamente la normale operatività creditizia, si è fatto in modo di invogliare le banche a mantenere alti i livelli di riserva attraverso la remunerazione dei depositi presso le banche centrali, disincentivando così l’emissione di nuovo credito per non esporle ad ulteriori rischi ed allontanando così possibile spinte inflattive incontrollabili.

3° NUOVE NORMATIVE

Con normative più pressanti (esempio Basilea III) si sta cercando di realizzare un ulteriore rafforzamento patrimoniale del sistema bancario che di fatto impone il mantenimento di livelli di riserva più elevati rispetto a quelli utilizzati in passato; al fine di congelare permanentemente gran parte delle riserve fornite dalle banche centrali fino all’adeguato risanamento del sistema.

4° LIMITI AL CONTANTE

Sono stati imposti limiti al contante, ad esempio ricorrendo ai massimali di utilizzo, per contenere movimenti indesiderati di valuta fisica che possono minare il sistema tramite deflussi reali di moneta cartacea. Infine ed attraverso una strategia meno ovvia, si sta già puntando a ripescarlo del tutto tramite il processo di sostituzione delle banconote in circolazione con altre di nuovo disegno, proprio per costringere l’eccesso di contante sottratto al sistema di rientrare nello stesso.

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GLI EFFETTI

Per ora ha funzionato egregiamente ma il risanamento del sistema bancario fallito è stato realizzato a spese dell’economia reale. Una crisi che continua inesorabile nei principali paesi occidentali proprio perché il sistema si sta facendo carico di questo enorme contributo necessario a finanziare il totale salvataggio delle banche senza dare il via ad una spirale inflattiva difficilmente controllabile dai banchieri centrali. Il trasferimento di ricchezza dal sistema reale a quello bancario sta però oltremodo distorcendo il pricing di tutti gli asset finanziari, in quanto oramai esprimono prezzi profondamente falsati a causa della manipolazione dei tassi di interesse, ridotti a zero, in tutti i principali paesi industrializzati.

NO “FREE LUNCH”

In economia non esiste alcun pasto gratis e seppur Draghi e Bernanke sono riusciti fino ad ora a superare tutti gli ostacoli che si sono presentati, è innegabile che il processo di risanamento richiede ancora lungo tempo prima di potersi considerare completo e siccome difficilmente il sistema reale riuscirà a sostenerne il peso tramite una generazione di ricchezza sufficiente al raggiungimento dell’obiettivo, vi sarà prima o poi un punto di rottura. Seppur già oggi assistiamo a crescenti tensioni sociali, nonché ad una prolungata crisi dell’economia reale, con ripercussioni sempre maggiori nei conti pubblici non esiste una reale exit strategy delle banche centrali.

LE CONSEGUENZE

Il denaro generato per sostenere i debiti pubblici e il sistema bancario (ben evidente nei bilanci delle banche centrali), anche se in gran parte destinato ad essere congelato come riserva per risanare il sistema bancario, porterà alla creazione di nuove bolle la cui inevitabile esplosione riavvierà nuovi sviluppi critici sempre più difficili da gestire e che a loro volta richiederanno nuove immissioni di denaro dal nulla. Come ricordava l’economista Ludwig Von Mises: “Non c’è modo di evitare il collasso finale di un boom indotto da un’espansione creditizia. La scelta è solo se la crisi debba avvenire prima come risultato dell’abbandono volontario di un’ulteriore espansione del debito o più tardi con la totale catastrofe del sistema monetario coinvolto”. In ultima analisi dopo aver trasferito ricchezza dall’economia reale ai ceti improduttivi più vicini alla stampante monetaria e dopo aver rafforzato il sistema bancario e i soggetti che lo controllano, i banchieri centrali saranno costretti a mollare le corde e lasciar sfogare l’inflazione monetaria in inflazione dei prezzi, causando livelli di povertà crescenti.

L’autore della rubrica – “Risparmio, i conti in tasca” pubblicata su www.lanuovaprimapagina.it , è a cura del nostro consulente RUBENS LIGABUE, professionista certificato EFA – European Financial Advisor, associato SIAT – Società Italiana Analisi Tecnica, iscritto all’Albo Unico Nazionale dei Promotori Finanziari.

Per domande e chiarimenti potete scrivere a: rubens.ligabue@gmail.com

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