Citi, puntare sui trend inarrestabili

di Paola Valentini

“Staying Positive in a Negative (Yielding) World”, ovvero: Restare positivi in un mondo a (rendimenti) negativi. E’ il titolo dell’outlook sul 2020 (e oltre) di Citi Private Bank che delinea, con una impostazione più ottimista rispetto alle aspettative di molti altri analisti, non soltanto i temi di investimento che caratterizzeranno l’anno che si sta per aprire, ma guarda avanti e delinea i trend più interessanti a lungo termine e le opportunità nel prossimo decennio.

In un mondo dove non soltanto il rendimento, ma anche il sentiment degli investitori è negativo il consiglio di Citi è quindi quello di restare investiti per beneficiare di alcune dinamiche che vengono definite inarrestabili perché hanno una durata di lungo termine e sono grado di modellare il mondo nei prossimi anni (e di riflesso anche i portafogli).

Come premessa Citi è fiduciosa che il 2020 sarà più positivo di quanto molti si aspettano. “Riteniamo che la crescita globale sorprenderà positivamente, alimentando la crescita degli utili aziendali. A sua volta, ciò dovrebbe sostenere i mercati azionari e produrre un aumento dei tassi a più lungo termine di quanto il consenso preveda”, spiega Citi. In questo contesto, dopo un 2019 molto brillante per le azioni globali, la tendenza positiva dovrebbe proseguire per l’equity mentre l’obbligazionario continuerà a lottare con rendimenti obbligazionari globali ai minimi storici.

“L’anno che ci attende sarà movimentato per gli investitori”, ha dichiarato David Bailin, chief investment officer di Citi Private Bank, “il nostro outlook 2020 si concentra su ciò che conta veramente per la ricchezza dei nostri clienti e fornisce consigli di settore per migliorare potenzialmente i profili di rendimento totali. Crediamo che la crescita globale possa continuare l’anno prossimo e il nostro consiglio è di rimanere completamente investiti e di prendere atto di tendenze difficili da frenare che modellano sempre più gli investimenti”.

Dato l’attuale contesto globale di sentiment e rendimenti negativi, Citi Private Bank punta a importanti cambiamenti nelle sue prospettive 2020 per costruire portafogli più forti e diversificati a livello globale tra le varie classi di attivi per una crescita dei rendimenti. Queste mosse comprendono un cambiamento nel modo in cui gli investitori cercano il rendimento e definiscono due grandi temi d’investimento.

Autoplay is paused

In primo luogo, Citi Private Bank incoraggia gli investitori a guardare oltre le obbligazioni per cercare reddito e il consiglio è di sostituire alcune obbligazioni con azioni selezionate che hanno una storia di utili e crescita dei dividendi allocando più risorse sui settori ciclici, poiché i tassi dovrebbero salire in misura modesta. E per coloro che sono disposti ad aumentare il proprio profilo di rischio, il suggerimento è implementare strategie di investimento negli asset non quotati, come quelli dei private market.

Ma al di là di questa visione legata al 2020, Citi Private Bank si sofferma molto anche su quelle che definisce “tendenze inarrestabili”, forze importanti a lungo termine che si aspetta daranno forma all’economia mondiale nei prossimi anni. Queste tre tendenze individuate dall’investment bank Usa riguardano la cibersecurity, cioè l’urgente necessità di sicurezza informatica per proteggere le vite sempre più digitali, il fintech, ovvero le tecnologie che rivoluzioneranno il settore dei servizi finanziari, e il passaggio a fonti di energia più pulite e sostenibili. Citi inoltre ribadisce anche il focus sui fenomeni di lungo termine evidenziati nell’outlook 2019 quali l’importanza dello sviluppo dell’Asia, l’aumento della speranza di vita e il digitale.

“Questi fenomeni possono dare un contributo positivo al portafoglio anche nel breve termine, ad esempio l’azionario cinese quest’anno ha fatto quasi il 30%, mentre l’indice Msci Global Healthcare, per scommettere sul tema della longevità, ha reso il 14,5%, e nel segmento delle innovazioni digitali le dieci maggiori azioni It al mondo hanno realizzato un rendimento medio del 26%”.

Cybersecurity. Quanto ai nuovi trend individuati quest’anno, in primo piano c’è la sicurezza informatica. Citi ricorda che gli attacchi informatici sono in aumento a livello globale, sia nel numero sia nella loro efficacia. Solo negli Stati Uniti, il numero di violazioni dei dati è salito da 779 nel 2015 a 1.251 nel 2018. “I dati possono essere utilizzati per il bene e il male, con e senza il nostro permesso. In quanto tali, aziende e individui hanno la necessità di proteggere e controllare l’uso dei loro dati in ogni momento”, afferma Citi.

La società di ricerca Gartner stima che investimenti e spese per la cyber-sicurezza salgano quest’anno a 124 miliardi di dollari, rispetto ai 114 miliardi del 2018 e ai 102 miliardi del 2017.

Fintech. Ad oggi, spiega Citi, le società fintech sono presenti in alcuni settori e non coprono tutto il mercato. Per esempio, si sono concentrate in nuove attività come il prestito peer-to-peer o migliorando l’esperienza di acquisto o investimento del cliente. Per gli operatori storici, pertanto, il boom delle aziende fintech è stato più un caso di opportunità non cavalcate, piuttosto che di profitti persi. Tuttavia, ciò non significa che i player tradizionali possono dormire sonni tranquilli.

“È importante ricordare che in genere l’innovazione progredisce per fasi. Inizialmente, i nuovi operatori si rivolgono a nuovi segmenti di mercato, in coesistenza con gli operatori storici. Dopo aver raggiunto una certa scala e affermato la loro reputazione, alla fine iniziano a competere con gli operatori tradizionali per conquistare ricavi nei business in cui questi ultimi dominano”, aggiunge Citi.

Nuove fonti di energia. Citi nota che dopo anni in cui è rimasto al sicuro dalla trasformazione del settore energetico, il petrolio ora è a rischio. “Nonostante un aumento record del 126% nella produzione di petrolio negli Stati Uniti negli ultimi dieci anni che ha trasformato i mercati petroliferi globali, un investitore che ha evitato il petrolio su quelli stessi anni avrebbe battuto il più ampio indice S&P 500 di oltre il 6%. Un’analogia per il destino del petrolio può essere il carbone degli Stati Uniti”, dicono gli analisti di Citi.

L’aumento delle forniture di petrolio negli Stati Uniti ha depresso prezzo del petrolio, ma la tecnologia sta accelerando. “Anche senza alcuna spinta derivante dalla preferenza di fonti più pulite, le condizioni economiche per la produzione di energia alternativa, sia solare, idroelettrica o eolica, prenderà il posto dei combustibili fossili. I costi globali dell’energia solare sono ora inferiori al costo del carbone per chilowattora di elettricità prodotta.
Il miglioramento della tecnologia delle batterie ha comportato la crescita delle auto elettriche e ibride. Ciò ridurrà sempre di più il tasso di crescita del consumo di benzina e gasolio”, conclude Citi.

Per quanto riguarda i rendimenti attesi al 2029, le analisi quantitative di Citi riflettono il contesto di tassi ai minimi e prevedono un rendimento annualizzato a dieci anni del 2% dall’obbligazionario delle economie avanzate come Usa ed Europa, rispetto al 5,6% della media storica. Per i bond ad alto rendimento i modelli indicano uno yield del 3,4% all’anno, contro una media storica del 6,7%, mentre per i bond emergenti si attende un 4,7%.

Le prospettive per le azioni sono più incoraggianti. Per le azioni globali dei Paesi sviluppati (Usa, Europa e Giappone) il rendimento atteso è del 5,1%. “Questo valore è anche meno della metà della media a lungo termine per questa classe di attivi. Ciò riflette le attuali valutazioni relativamente elevate alla luce di bassi tassi, la fase finale del ciclo economico, e le prospettive di un rallentamento durante il periodo di previsione di dieci anni e il successivo recupero”, spiega Citi. Nel frattempo, l’azionario di economie in via di sviluppo, come la Cina e il Brasile, potrebbe produrre annualmente rendimenti del 10,9%.

Per gli investitori disposti a sacrificare un po’ di liquidità, alcune asset class dei mercati privati offrono rendimenti potenzialmente più elevati. Per il private equity il ritorno annualizzato atteso è del 12,7% e per l’immobiliare del 9,8%. “Continuiamo a privilegiare portafogli multi-asset class diversificati a livello globale per proteggere la ricchezza nel 2020 e oltre”, conclude Citi.

Da Milano finanza

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